Germania sotto attacco? sabotaggi, droni esplosivi e infrastrutture critiche nel mirino. Berlino guarda a Mosca
Nuova escalation in Germania: colpito un cantiere davanti a Rohde & Schwarz
La Germania torna a fare i conti con una serie di episodi che alimentano l’allarme sulla sicurezza delle infrastrutture critiche e degli obiettivi strategici. Nelle ultime settimane, diversi attacchi e tentativi di sabotaggio hanno interessato siti energetici, sottostazioni elettriche e, da ultimo, un’area nei pressi della sede di Rohde & Schwarz, azienda tecnologica con sede a Monaco di Baviera attiva anche nel settore della difesa.
L’ultimo episodio risale alla notte di martedì 2 settembre, quando alcuni ordigni incendiari sarebbero stati lanciati contro un cantiere situato di fronte alla sede del gruppo. Secondo quanto emerso, uno dei dispositivi è esploso nei pressi di alcuni container, provocando un incendio poi spento dalla polizia. Sul posto è stato rinvenuto anche un secondo ordigno che non si era innescato.
L’attacco ha causato soltanto lievi danni materiali e non si registrano feriti. Durante le ricerche effettuate subito dopo l’episodio, la polizia avrebbe fermato due persone presso una stazione di servizio nelle vicinanze: una donna di 28 anni e un uomo di 38 anni, entrambi cittadini bulgari. Le indagini dovranno chiarire le motivazioni dell’azione e stabilire se Rohde & Schwarz fosse effettivamente l’obiettivo dell’attacco.
Sottostazioni elettriche nel mirino: il caso Jänschwalde
L’episodio di Monaco si inserisce in una sequenza più ampia di attacchi contro infrastrutture considerate sensibili, in particolare nel settore energetico. Nel Brandeburgo, una sottostazione elettrica nei pressi della centrale a lignite di Jänschwalde è stata colpita con quelli che, secondo media tedeschi, sarebbero stati razzi artigianali contenenti esplosivo.
Altri ordigni sarebbero stati rinvenuti nelle vicinanze dell’impianto e successivamente disinnescati dai servizi di emergenza. Dopo l’attacco, la polizia del Brandeburgo ha aperto un’indagine anche per sospetto terrorismo, ipotizzando reati legati all’interruzione di servizi pubblici, all’esplosione, alla distruzione di infrastrutture essenziali e alla possibile costituzione di un’organizzazione terroristica.
Secondo le autorità locali, l’obiettivo sarebbe stato provocare un cortocircuito e generare un’interruzione della fornitura elettrica. La vicenda ha rafforzato il timore che la rete energetica tedesca possa essere diventata un bersaglio privilegiato di azioni ostili.
Bergheim, sei ordigni in un campo di mais vicino a una sottostazione
Un altro episodio è stato registrato a Bergheim, nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Gli investigatori hanno rinvenuto sei dispositivi esplosivi in un campo di mais nei pressi di una sottostazione elettrica. Secondo la polizia, gli ordigni sarebbero collegati all’attacco e sarebbero stati costruiti in modo da consentire, attraverso oggetti pirotecnici, di sollevare un filo e superare la linea elettrica.
Il ministro dell’Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia, Herbert Reul, ha indicato due possibili piste investigative: un sabotaggio orchestrato da uno Stato straniero oppure un’azione riconducibile ad ambienti dell’estremismo di sinistra. Al momento, ha precisato il ministro, nessuna delle due ipotesi può essere esclusa.
La dinamica degli episodi e la loro concentrazione temporale hanno spinto gli apparati di sicurezza tedeschi ad alzare ulteriormente il livello di attenzione, soprattutto per la protezione delle reti energetiche e delle infrastrutture considerate essenziali.
Il precedente di Lipsia-Halle: il drone esplosivo attribuito alla Russia
A pesare sul quadro generale è anche il caso del fallito attentato all’aeroporto di Lipsia-Halle del 4 agosto. Secondo il governo tedesco, il drone esplosivo ritrovato nello scalo sarebbe di provenienza russa. Berlino ha attribuito l’episodio a Mosca, sostenendo che la configurazione del velivolo, i componenti, la tecnologia di detonazione e gli esplosivi siano riconducibili ad altre operazioni russe.
Il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, ha parlato di un salto di qualità nella minaccia, definendo l’episodio una conferma dell’elevato livello di rischio già individuato dalle autorità tedesche. Secondo Dobrindt, la Germania “non è in guerra, ma è quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”.
Le autorità tedesche avrebbero identificato due sospettati per il fallito attentato: uno sarebbe un cittadino bielorusso in possesso anche di passaporto russo, mentre il secondo avrebbe cittadinanza lettone e russa. Secondo quanto riportato dai media tedeschi, gli investigatori dubiterebbero tuttavia della possibilità di riuscire a catturare i presunti responsabili.
Berlino accusa Mosca: “Guerra ibrida contro la Germania”
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha accusato la Russia di tentare di imporre le proprie pretese attraverso la forza militare e strumenti di guerra ibrida, sostenendo che Mosca debba comprendere il fallimento di questa strategia.
Per Berlino, il caso di Lipsia-Halle rappresenta finora l’episodio più chiaro di presunto coinvolgimento russo. Tuttavia, anche le prime valutazioni sugli altri attacchi stanno alimentando l’attenzione verso possibili collegamenti con attività ostili riconducibili a Mosca, pur in assenza di attribuzioni ufficiali definitive.
Il ministero dell’Interno tedesco ha riconosciuto che le infrastrutture critiche del Paese sono esposte ad alti rischi e a un elevato livello di minaccia. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, l’intelligence interna tedesca, sta informando le potenziali vittime e fornendo linee guida di sicurezza alle aziende, mentre proseguono briefing e incontri con i singoli settori industriali.
Il nodo dei droni: il governo valuta nuove misure
Secondo quanto riferito da media tedeschi, il ministero dell’Interno starebbe valutando un maggiore coinvolgimento dei gestori di infrastrutture particolarmente sensibili nella difesa contro minacce future, con particolare attenzione alla gestione dei droni.
L’ipotesi, però, incontra forti resistenze da parte delle aziende. Un portavoce di En2x, associazione tedesca che riunisce compagnie petrolifere e fornitori di energie rinnovabili, ha sottolineato che la sicurezza aerea resta una responsabilità dello Stato, regolata da normative che disciplinano competenze federali e statali.
Sulla stessa linea anche l’Associazione tedesca dell’industria chimica, secondo cui la protezione dagli attacchi condotti con droni è un compito sovrano dello Stato e ricade sul ministero dell’Interno, in coordinamento con il ministero della Difesa.
Proteggere tutto è impossibile: il problema della rete elettrica tedesca
Gli esperti ritengono irrealistica una protezione capillare di tutte le infrastrutture critiche presenti sul territorio tedesco. Le reti elettriche, per loro natura, sono distribuite su aree molto vaste e comprendono migliaia di chilometri di linee, sottostazioni e punti sensibili.
Christian Rehtanz, dell’Istituto per i sistemi e l’efficienza energetica presso l’Università tecnica di Dortmund, ha evidenziato come non sia possibile monitorare completamente ogni singola linea elettrica. Il problema, quindi, non riguarda soltanto la sorveglianza dei siti principali, ma anche la capacità di individuare e prevenire azioni contro elementi periferici della rete.
Anche Michèle Knodt, direttrice del Centro di competenza sui droni presso l’Università tecnica di Darmstadt, ha sottolineato che il problema principale è rappresentato dall’ampia distribuzione geografica delle infrastrutture. Secondo Knodt, i gestori dovrebbero poter rilevare e contrastare i droni all’interno delle proprie proprietà laddove ciò sia sensato e praticabile, ma un monitoraggio completo a livello nazionale non appare realistico.
La guerra ibrida entra nella sicurezza interna tedesca
La sequenza di episodi registrata nelle ultime settimane mostra come il rischio di sabotaggi contro infrastrutture e obiettivi strategici sia ormai entrato al centro dell’agenda di sicurezza interna della Germania.
Il quadro resta complesso: da un lato, Berlino ha attribuito alla Russia il fallito attacco con drone esplosivo a Lipsia-Halle; dall’altro, sugli attacchi alle infrastrutture elettriche e sull’incendio nei pressi di Rohde & Schwarz le indagini sono ancora in corso e non sono state formulate attribuzioni definitive.
La preoccupazione, tuttavia, è evidente. La Germania si trova davanti a una minaccia difficile da contrastare, perché diffusa, asimmetrica e potenzialmente in grado di colpire tanto le infrastrutture energetiche quanto aziende strategiche legate alla sicurezza e alla difesa. In questo scenario, la domanda centrale resta aperta: come proteggere un Paese industriale avanzato da una guerra ibrida che non ha un fronte definito, ma può colpire ogni giorno punti nevralgici del sistema nazionale.
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