Forze armate, così si pilotavano gli appalti su maglie, tende e mobili

Brigadieri della Finanza (Vincenzo Borreca) che per 1.000 euro si prestavano a pilotare appalti per la fornitura di maglie in pile. Colonnelli dell’Aeronautica (Francesco Arbitrio) che, in cambio di cene e piccoli regali, s’offrivano di sbloccare i pagamenti nei confronti di imprese responsabili di lavori appaltati e mai collaudati. Generali dell’Aeronautica (Gennaro Cuciniello: ora in pensione) che si facevano corrispondere denaro (20mila euro) per veicolare appalti (la digitalizzazione delle cartelle sanitarie dell’aeroporto militare di Centocelle) a privati.

Con 31 misure cautelari eseguite e 64 iscrizioni sul registro degli indagati la Procura interrompe la proliferazione di gare manipolate tra le Forze armate e interviene su «un sistema diffuso di rapporti fra imprenditori e pubblici ufficiali per falsare le gare attributive di commesse della pubblica amministrazione» secondo la gip Tamara De Amicis. Tutto facendo leva sull’esecuzione di 7 arresti domiciliari (nei confronti degli imprenditori Luigi Boninsegna, Emilia Branciani, Claudio Montingelli e Fabio Piedimonte come pure degli ufficiali Vincenzo Borreca, il già citato Cuciniello e Natale Palmieri), 19 divieti temporanei di contrattare con la pubblica amministrazione e 5 misure interdittive di sospensione dal pubblico ufficio. Tra i reati contestati la corruzione, la frode in pubbliche forniture, la truffa, la turbativa d’asta.

L’inchiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del suo sostituto Antonio Clemente fotografa un sistema «pervasivo» che investe tutti i settori in cui la pubblica amministrazione necessita di beni e servizi: «Dall’abbigliamento alle derrate alimentari, dalle attività di digitalizzazione dei documenti all’acquisto dei macchinari per la cura dei giardini, dalle tende da campo per le Forze armate ai sistemi tecnici di allarme antintrusione e all’arredamento».

Così, per fare qualche esempio, si favorisce l’imprenditore di turno che, non rispettando i requisiti richiesti, importa mostrine scadenti dalla Cina e dall’Albania o fornisce tende da campo che, alla prima pioggia, imbarcano acqua. Si rivelano informazioni segrete per favorirlo mentre si prepara una gara d’appalto. Si intercede per favorirne il pagamento in assenza di un collaudo dei lavori effettuati. In un episodio il colonnello dell’Aeronautica Michele Minenna si spinge al punto di consegnare una bozza del bando di gara per la fornitura di mobili all’imprenditrice amica Elina Chumack. Documento che la donna gli restituisce solo dopo aver effettuato le opportune correzioni. Il collega di Minenna, a sua volta colonnello dell’Aeronautica Natale Palmieri, ex capo ufficio Stato Maggiore, ottiene gratuitamente lavori di ristrutturazione nel proprio appartamento in cambio dell’assegnazione dell’appalto per la manutenzione degli impianti elettrici dall’amico imprenditore Gianfranco Ammirata. La percentuale, in questo caso il 10%, non è la sola unità di misura della tangente che può trasformarsi in favore o altra utilità, ad esempio un posto di lavoro corrisposto all’amico o parente. Uno degli indagati, Midili, si fa consegnare da un imprenditore «il set completo dei gradi per il capo di Stato maggiore della Difesa» con cui evidentemente omaggiare Enzo Vecciarelli, estraneo all’inchiesta.

Con le misure cautelari gli uomini della Squadra mobile coordinata da Luigi Silipo, delegata agli approfondimenti, hanno anche effettuato un sequestro preventivo da 18,5 milioni di euro, il valore delle gare d’appalto pilotate. Sulla questione interviene il ministro della Difesa Lorenzo Guerini: «Le Forze armate sono la vera parte lesa».

Redazione articolo a cura di Ilaria Sacchettoni per il Corriere della Sera

Foto Benvegnù

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