Favoreggiamento e Abuso d’ufficio a giudizio Tenente Colonnello dell’Arma

Si aprirà il prossimo 8 maggio il processo per tentato abuso d’ufficio e favoreggiamento personale a carico dell’ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Teramo, il tenente colonnello Massimiliano De Luca Speranza. Ieri pomeriggio il gup Flavio Conciatori, al termine dell’udienza preliminare, ha infatti rinviato a giudizio il militare, difeso dall’avvocato Maria Teresa D’Innocenzo, accogliendo la richiesta del pm Laura Colica. Il giudice ha anche accolto la costituzione di parte civile, in merito all’accusa di tentato abuso d’ufficio, del brigadiere Enzo Marcelli le cui dichiarazioni in aula durante il processo al maresciallo Ivo Angelini avevano fatto partire l’inchiesta.

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Il fascicolo a carico di De Luca – nel quale era indagato per tentato abuso d’ufficio anche l’ex comandante provinciale dei carabinieri Pier Vittorio Romano, che aveva definito la sua posizione separatamente e che era stato assolto per non aver commesso il fatto – era stato infatti aperto dopo che nella prima udienza del processo per truffa all’ex maresciallo dei carabinieri Angelini, Marcelli, citato come teste della Procura, aveva lanciato accuse dettagliate: «Mi si ordinò di non fare nessun atto in cui si parlava di Angelini». Nel capo di imputazione, in particolare, a De Luca vengono contestate due ipotesi di favoreggiamento personale e una di tentato abuso d’ufficio.

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Per quanto riguarda il favoreggiamento, il militare è accusato, in qualità di comandante del reparto operativo provinciale dei carabinieri di Teramo e superiore gerarchico del brigadiere Marcelli, di aver posto in essere «atti idonei in modo non equivoco ad aiutare il maresciallo Ivo Angelini ad eludere le indagini nei suoi confronti per il reiterato reato di falso in atti pubblici e di truffa in danno dello stato con condotte di assenteismo, non riuscendo nell’intento per la resistenza del brigadiere Marcelli Enzo, su cui aveva abusivamente esercitato la sua autorità», come si legge nel capo di imputazione.

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Il tentato abuso d’ufficio invece, è relativo a un procedimento disciplinare a carico di Marcelli. Nel capo di imputazione, infatti, gli viene contestato di aver posto in essere «atti idonei diretti a procurare a Marcelli un ingiusto danno consistito negli effetti negativi sulla posizione giuridica del militare conseguenti a procedimento disciplinare al fine di punirlo ingiustamente per la mancata modifica dell’annotazione sul maresciallo Angelini e per il suo deposito in Procura». Marcelli, che si è costituito parte civile, è rappresentato in giudizio dall’avvocato Angelo Erspan. Per la vicenda del procedimento disciplinare è indagato anche un altro carabiniere, per il quale la Procura nei mesi scorsi ha firmato l’imputazione coatta, dopo che il gip Roberto Veneziano aveva respinto la richiesta di archiviazione.

Redazione Teramo per il Centro.it

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