Drone viola i cieli della Lituania nella notte: gli Eurofighter italiani decollano in scramble e lo abbattono
Nuovo intervento dei caccia italiani sul Fianco Est della NATO. Nella tarda serata di ieri, due Eurofighter F-2000 della Task Force Air “Baltic Thunder III” dell’Aeronautica Militare sono decollati in modalità scramble dalla base di Šiauliai, in Lituania, dopo che un drone aveva violato lo spazio aereo del Paese baltico. Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota e lo hanno neutralizzato, nel pieno rispetto delle procedure operative previste dall’Alleanza Atlantica.
Cosa è successo nei cieli lituani
L’allarme è scattato nell’ambito della missione NATO di difesa aerea sul fianco orientale, che vede i velivoli italiani in prima linea nella sorveglianza dei cieli baltici. Secondo quanto riferito dal Centro nazionale di gestione delle crisi lituano, il drone è stato abbattuto poco dopo la mezzanotte locale ed è precipitato in una zona rurale nei pressi del villaggio di Pratkūnai, nella contea di Kaunas, nel centro del Paese. Il velivolo sarebbe entrato dalla Bielorussia, anche se la sua origine e la sua tipologia non sono ancora state ufficialmente accertate. Non si registrano feriti né danni.
A confermare l’abbattimento è stato lo stesso presidente lituano Gitanas Nausėda: «Un drone appena entrato nello spazio aereo lituano è stato distrutto dai caccia della NATO», ha dichiarato, ringraziando il personale alleato per la «rapida risposta».
Secondo abbattimento in un mese per i caccia italiani
Non è la prima volta che i Typhoon italiani della “Baltic Thunder III” vengono chiamati a intervenire con decisione. Si tratta infatti del secondo episodio nell’arco di un mese: lo scorso 14 agosto un F-2000 dell’Aeronautica Militare, decollato sempre da Šiauliai insieme a due F-16 turchi della base estone di Ämari, aveva abbattuto un drone non identificato che aveva violato lo spazio aereo della Lettonia.
Il contingente italiano ha assunto la responsabilità della missione di Baltic Air Policing lo scorso 31 luglio, con quattro Eurofighter rischierati sulla base lituana, e ha effettuato il primo scramble già il 3 agosto. Gli intercettori operano sotto il controllo del Combined Air Operations Centre (CAOC) della NATO di Uedem, in Germania.
Un settembre ad alta tensione sul Baltico
L’intervento della notte arriva al termine di giornate di forte allerta nella regione. Domenica 13 settembre l’aeroporto di Vilnius era rimasto chiuso per 38 minuti e i caccia di Šiauliai erano decollati per verificare un contatto radar sospetto, poi rivelatosi uno stormo di uccelli. Nelle stesse ore, i radar lituani avevano tracciato un oggetto non identificato in volo verso l’exclave russa di Kaliningrad. Le autorità di Vilnius hanno inoltre reso noto che, solo nel mese di settembre, sono stati registrati almeno 22 droni utilizzati per il contrabbando nello spazio aereo nazionale. Pochi giorni prima, altri quattro caccia alleati erano stati fatti decollare per abbattere un drone entrato in Lettonia, mentre ieri la Polonia ha recuperato dal Mar Baltico un velivolo senza pilota ritenuto di origine militare russa.
Crosetto: «La nostra presenza sul Fianco Est è fondamentale»
L’episodio ha trovato immediata eco nelle parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto, che proprio in queste ore è impegnato in una missione lungo il fianco orientale dell’Alleanza. «È anche per episodi come questo che la presenza dei nostri militari sul Fianco Est è fondamentale, a garanzia della sicurezza collettiva», ha dichiarato il Ministro. «Oggi sarò lì al loro fianco per portare la vicinanza del Governo e dell’Italia e ringraziarli, a nome degli italiani, del prezioso lavoro che svolgono».
La missione del Ministro tra Polonia, Lettonia e Lituania
Dopo la tappa di ieri in Bulgaria, Crosetto prosegue oggi il suo viaggio sul Fianco Est con visite in Polonia, Lettonia e Lituania. In agenda diversi incontri istituzionali con le autorità locali e la visita ai contingenti italiani schierati nell’area, a partire proprio dagli equipaggi della Task Force Air “Baltic Thunder III”, protagonisti dell’intervento della notte.
Un segnale politico e operativo che conferma il ruolo di primo piano dell’Italia nel dispositivo di deterrenza e difesa della NATO, in un momento in cui le violazioni dello spazio aereo lungo il confine orientale dell’Alleanza si fanno sempre più frequenti e la risposta dei caccia alleati, come dimostrano gli ultimi episodi, non si limita più alla sola intercettazione.
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