Carabinieri

“Dopo il citofono rotto, carabinieri senza aria condizionata da mesi”. La denuncia del deputato Borrelli

Nuovo appello di Borrelli in Parlamento al Ministro dell’Interno per le forze dell’ordine: “Criminalità dilagante ma gli agenti non sono aumentati come promesso. Indifferenza totale verso il lavoro delle forze dell’ordine. Addirittura diverse caserme sono prive di servizi minimi per gli agenti e i cittadini come quella del Rione Traiano dove sono senza aria condizionata da mesi. Precedentemente erano anche senza citofono.”

Il gioco di prestigio delle assunzioni

“La criminalità dilaga mentre il Ministro continua a promettere nuovi agenti”, tuona Borrelli, sottolineando come le tanto sbandierate assunzioni si siano rivelate un mero gioco di prestigio numerico. “Quelli arrivati sono andati solamente a sostituire quelli andati in pensione”, afferma, smascherando quella che appare come una mera operazione di facciata.

Caserma senza aria condizionata

Ma il deputato non si ferma qui. Con tono caustico, denuncia quella che definisce “indifferenza totale verso il lavoro delle forze dell’ordine”. Un’accusa pesante, supportata da esempi concreti che rasentano il grottesco. “Nella Caserma dei Carabinieri del Rione Traiano, una delle zone più complicate di Napoli, manca l’aria condizionata”, rivela Borrelli, dipingendo uno scenario quasi surreale: “Gli uomini dell’Arma devono lavorare (e ricevere i cittadini) in una fornace da mesi perché nessuno è ancora intervenuto”.

Come se non bastasse, il deputato aggiunge un dettaglio che sa di beffa: “Precedentemente erano anche senza citofono e fummo noi a intervenire per farglielo riparare”. Una situazione che Borrelli bolla senza mezzi termini come “inaccettabile”, chiedendosi retoricamente: “Non è un modo corretto di aiutarli a svolgere la loro funzione, vero?”

La situazione denunciata da Borrelli non è un caso isolato, ma riflette un problema sistemico nell’arma dei carabinieri. Molte camerate sono prive di condizionatori o addirittura vietano l’uso di apparecchi elettronici per il raffreddamento, trasformandole in vere e proprie ‘fornaci’ durante l’estate. Questo non solo compromette il benessere del personale, ma mette a rischio la loro salute e l’efficacia operativa, sollevando serie preoccupazioni sulla sicurezza sul lavoro e sull’adeguatezza delle infrastrutture nel comparto sicurezza e difesa.

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L’escalation della criminalità: esempi recenti di violenza

Intanto, mentre le forze dell’ordine combattono contro il caldo e l’incuria, la criminalità sembra aver preso il sopravvento. Borrelli elenca una serie di episodi recenti che dipingono un quadro allarmante: un pregiudicato ucciso in pieno giorno a Ponticelli, ferimenti a Porta Capuana e Materdei, fino all’assalto con mitragliatore a un distributore di carburanti a Caivano.

Di fronte a questa escalation di violenza, l’appello di Borrelli suona come un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Ma la domanda resta: il Ministero dell’Interno saprà finalmente ascoltare e agire, o continuerà a offrire promesse vuote e condizionatori non funzionanti?

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Mentre Borrelli dipinge un quadro di carabinieri che lavorano in uffici privi di aria condizionata, viene spontaneo chiedersi: negli uffici di comando di Napoli o dell’intera Campania, il condizionatore ci sarà? Se i vertici godono di comfort negati alla base, non saremmo forse di fronte a una metafora perfetta di un sistema che ha perso il contatto con la realtà del territorio?

Disparità tra vertici e base?

Immaginare dirigenti al fresco mentre i carabinieri in prima linea combattono criminalità e canicola sembra la trama di una farsa kafkiana. Eppure, se fosse vero, spiegherebbe molto dell’apparente disconnessione tra le promesse ministeriali e la dura realtà denunciata da Borrelli.

In attesa che qualcuno indaghi su questa disparità, resta l’amara considerazione che, condizionatore o meno, il vero gelo sembra essere quello dell’indifferenza istituzionale verso chi, ogni giorno, rischia la vita per garantire la nostra sicurezza.

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