Politica

“L’Italia sostiene la guerra di Trump in Iran?”: scontro tra Crosetto e Bonelli in Aula su regole di ingaggio, Eurofighter e Gulfstream nel Golfo

Alta tensione alla Camera dei Deputati durante il Question Time. Al centro dello scontro politico e militare, la presenza dei contingenti italiani nel Golfo Persico, la sicurezza degli assetti aerei, il ruolo dell’operazione Inherent Resolve e la gestione della missione navale europea Aspides nel Mar Rosso.

Ad accendere la miccia è stato l’interpellanza presentata dal deputato Angelo Bonelli, che ha chiesto conto al Governo del reale coinvolgimento dell’Italia nelle operazioni belliche dell’area e delle effettive regole di ingaggio a cui sono sottoposti i nostri militari.

L’attacco di Bonelli: “Gulfstream in volo, Eurofighter distrutto e 700 militari nel Golfo”

L’intervento di Bonelli ha toccato punti di estrema delicatezza operativa e strategica. Il deputato ha espresso forti preoccupazioni sulla presenza militare italiana nella regione, contestando tempi e modalità di informazione verso il Parlamento.

“L’Italia sta sostenendo le azioni di guerra di Trump in Iran?”, ha incalzato Bonelli, ricordando che “il 15 marzo l’Italia ha mandato 700 militari nell’area del Golfo Persico e il Parlamento ne è venuto a conoscenza solo il 15 giugno”. Bonelli ha poi elencato una serie di eventi recenti ad altissimo rischio: “Il 13 settembre la base Task Force Arabia è stata attaccata dagli Houthi e il 18 settembre è stato distrutto al suolo un caccia Eurofighter. Nonostante il ministero abbia comunicato lo spostamento degli aerei per motivi di sicurezza, lunedì il velivolo radar Gulfstream italiano è comparso in volo proprio durante operazioni saudite contro gli Houthi”.

Bonelli ha poi messo in dubbio la copertura dell’operazione Inherent Resolve, definendola nata per il contrasto all’ISIS e non pertinente con la protezione dell’Arabia Saudita, chiedendo chiarezza immediata sulle regole d’ingaggio e denunciando l’assenza di un’iniziativa diplomatica forte contro la spirale bellica.

La risposta di Crosetto: “Nessun sostegno ad alcuna guerra, quadro giuridico cristallino”

La replica del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stata immediata e categorica, respingendo fermamente ogni addebito e rivendicando la totale trasparenza dell’esecutivo nei confronti delle Camere.

“Nessuno sostiene nessuna guerra, lei lo sa perfettamente”, ha esordito Crosetto, scandendo i passaggi parlamentari che legittimano la presenza della Difesa nella regione. “Il 5 marzo il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano specificamente lo spiegamento di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza per la protezione dei cittadini italiani, a supporto dei paesi partner del Golfo e per la tutela degli interessi strategici nazionali”.

Il titolare del Dicastero della Difesa ha precisato come le autorizzazioni siano state riaffermate con la proroga delle missioni internazionali approvata lo scorso luglio e preceduta dalle audizioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze). “Attualmente in Arabia Saudita operano circa 500 militari, con una Task Force Air e una Task Force Land che costituiscono il riposizionamento annunciato e discusso. Si tratta del ridislocamento di capacità esistenti non più impiegabili dove erano posizionate in precedenza, ovvero in Iraq e Kuwait”.

Missione Aspides e Mar Rosso: l’SOS di Crosetto a Bruxelles

Ampio spazio è stato dedicato anche al quadrante del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb, dove la Marina Militare è in prima linea nella missione europea Aspides per difendere le rotte commerciali.

Crosetto ha rivelato di aver inviato una lettera formale il 18 settembre all’Alta Rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, per richiedere un intervento urgente della Commissione: “Ho chiesto contributi addizionali immediati all’operazione Aspides da parte di tutti gli Stati membri, perché attualmente la reggono soltanto l’Italia e la Grecia. L’Alta Rappresentante ha condiviso l’urgenza e ha sollecitato gli altri Paesi a inviare maggiori mezzi navali e aerei. Difendiamo le navi e i mercantili italiani, difendiamo la pace e siamo lontani anni luce da qualsiasi logica di guerra”.

La controriposta: “Nessuna copertura diplomatica, solo allineamento”

Nella replica finale, Bonelli si è detto insoddisfatto delle spiegazioni fornite dal Governo, contestando l’efficacia dell’azione diplomatica italiana nel fermare l’escalation.

“Trovo difficile spiegare agli italiani che questo governo difende la pace dando di fatto copertura alla guerra”, ha ribadito il deputato. “Inherent Resolve è la missione contro l’ISIS e gli stessi USA ne hanno annunciato il superamento. Mandare contingenti e assetti aerei in un quadrante così surriscaldato senza chiarire fino in fondo le regole d’ingaggio ci trascina in una spirale di guerra senza fine”.

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