Sindacati Militari

Caso Vassallo, USMIA: “Il tempo sta restituendo dignità al colonnello Cagnazzo”

La posizione del sindacato dopo la sentenza del Tribunale civile di Frosinone

La recente sentenza del Tribunale civile di Frosinone segna un nuovo passaggio nella complessa vicenda giudiziaria e mediatica che da anni coinvolge il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo.

A intervenire è USMIA Carabinieri, che accoglie il pronunciamento con rispetto istituzionale, sottolineando la volontà di non alimentare contrapposizioni né di formulare valutazioni che spettano esclusivamente alla magistratura.

Secondo il sindacato, tuttavia, la decisione contribuisce a fare luce su un tema centrale: la tutela della reputazione di un uomo dello Stato che ha affrontato una vicenda definita “complessa e dolorosa”.

Cagnazzo: “Mi hanno tolto temporaneamente l’uniforme e la libertà, ma non l’onore”

Nel commentare la vicenda, il colonnello Fabio Cagnazzo ha affidato a una dichiarazione il senso del percorso personale e professionale attraversato in questi anni.

«Ho attraversato l’inferno in silenzio, senza mai rinunciare alla dignità e alla fiducia nella giustizia. Mi hanno tolto temporaneamente l’uniforme e la libertà, ma non hanno mai potuto togliermi l’onore. Oggi vado avanti a testa alta, con la coscienza serena e la determinazione di chi ha sempre creduto nella verità e nelle istituzioni».

Parole che restituiscono il peso umano di una vicenda che ha inciso profondamente sulla vita del militare, ma anche la volontà di continuare a rivendicare fiducia nella giustizia e nelle istituzioni.

USMIA: “Ha affrontato tutto nel silenzio”

USMIA Carabinieri evidenzia come il colonnello Cagnazzo abbia scelto di affrontare questa lunga fase nel silenzio, portando avanti la propria battaglia giudiziaria nelle sedi competenti.

“Il Colonnello Cagnazzo ha scelto di affrontare tutto questo nel silenzio, continuando a percorrere nelle sedi competenti la propria battaglia giudiziaria. Dopo aver conosciuto momenti estremamente difficili, ha avuto la forza di tornare a indossare la propria uniforme e continuare a servire lo Stato”, afferma la Segreteria Generale.

Un passaggio che, per il sindacato, assume un valore particolare non solo sul piano personale, ma anche su quello istituzionale.

“Quell’uniforme rappresenta professionalità e senso del dovere”

Nel proprio intervento, USMIA pone l’accento sul significato dell’uniforme e sul percorso professionale del colonnello.

«È un aspetto particolarmente significativo – sottolinea USMIA – perché quella stessa uniforme rappresenta la professionalità, il senso del dovere e i brillanti risultati che il Colonnello Cagnazzo ha conseguito nel corso della sua carriera, in particolare nella lotta alla criminalità organizzata».

Il riferimento è alla carriera di Cagnazzo nell’Arma dei Carabinieri e, in particolare, all’impegno nella lotta alla criminalità organizzata, ambito nel quale il sindacato richiama i risultati ottenuti nel corso del servizio.

“La vicenda giudiziaria non è ancora definitivamente conclusa”

USMIA mantiene una linea di prudenza, ribadendo che la vicenda giudiziaria non è ancora definitivamente conclusa. Proprio per questo, viene riaffermato il pieno rispetto per il lavoro della magistratura.

“La vicenda giudiziaria non è ancora definitivamente conclusa e proprio per questo continueremo a rispettare pienamente il lavoro della magistratura. Ma riteniamo che il tempo, insieme alle decisioni della giustizia, stia progressivamente restituendo dignità a un uomo dello Stato che, anche nei momenti più difficili, non ha rinunciato ai propri valori e al proprio dovere”, prosegue la nota.

Il sindacato sottolinea quindi un equilibrio tra due principi: da un lato il rispetto delle sentenze e delle istituzioni giudiziarie, dall’altro la tutela della dignità personale e professionale.

La vicinanza di USMIA al colonnello Cagnazzo

Per USMIA Carabinieri, esprimere vicinanza al colonnello Cagnazzo significa riaffermare un principio che riguarda tutti i militari dell’Arma: la dignità personale deve essere tutelata insieme al rispetto delle regole e delle decisioni della magistratura.

La Segreteria Generale evidenzia che continuerà a seguire l’evolversi della vicenda “con equilibrio e senso istituzionale”, nella convinzione che il rispetto per le persone e quello per le istituzioni rappresentino “due facce della stessa medaglia”.

Un’impostazione che, secondo USMIA, resta al servizio della verità, dello Stato e della tutela dell’onore di chi indossa l’uniforme.

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