Pugno in faccia a un Carabiniere e speronamento durante l’inseguimento: dopo quattro anni la Procura chiede l’archiviazione per “particolare tenuità del fatto”
Il caso
Un pugno al volto con dieci giorni di prognosi, l’autovettura danneggiata, un inseguimento di diversi chilometri con tentativi di speronamento, interrotto solo dall’arrivo di una pattuglia del Nucleo Radiomobile. Quasi quattro anni dopo, la Procura della Repubblica di Brescia ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale.
Vittima dell’aggressione sarebbe un Maresciallo dei Carabinieri, colpito mentre era libero dal servizio e stava rientrando in caserma.
Cosa sarebbe accaduto
I fatti risalirebbero all’aprile 2022, in un comune della provincia bresciana. Il militare, alla guida della propria auto, avrebbe notato un veicolo dal comportamento anomalo e ne avrebbe fotografato la targa per effettuare le verifiche del caso una volta rientrato in ufficio.
A quel punto sarebbe stato bloccato da quattro persone. Nonostante si fosse qualificato come Maresciallo dei Carabinieri, sarebbe stato colpito con un pugno al volto e la sua auto sarebbe stata danneggiata. Ne sarebbe nato un inseguimento ad alta velocità per diversi chilometri, con tentativi di speronamento, conclusosi solo grazie all’intervento della Radiomobile.
Il referto medico avrebbe indicato dieci giorni di prognosi.
La richiesta di archiviazione
A distanza di quasi quattro anni, l’avviso con cui il Pubblico Ministero comunica di aver chiesto al GIP l’archiviazione per particolare tenuità del fatto.
Il codice di procedura penale prevede che, entro dieci giorni dalla notifica, la persona offesa possa prendere visione degli atti depositati presso la segreteria del Pubblico Ministero e presentare opposizione motivata, indicando le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta. In assenza di opposizione, il giudice può disporre l’archiviazione definitiva.
Dieci giorni per contestare una decisione arrivata dopo quattro anni. Il tutto, va aggiunto, dopo aver sostenuto, sicuramente, spese legali consistenti e senza aver ricevuto, a oggi, alcuna somma a titolo di risarcimento.
Cos’è la “particolare tenuità del fatto”
L’articolo 131-bis del codice penale, introdotto nel 2015 e più volte modificato, consente di escludere la punibilità quando l’offesa è di particolare tenuità – per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo – e il comportamento non è abituale. Dopo la riforma Cartabia, l’istituto si applica ai reati puniti con pena detentiva non superiore nel minimo a due anni.
La norma prevede una serie di esclusioni. Tra queste, dal 2019, figuravano proprio i delitti di violenza o minaccia e di resistenza a pubblico ufficiale, quando commessi nei confronti di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria nell’esercizio delle funzioni. Il legislatore, in altre parole, aveva voluto sottrarre espressamente le aggressioni alle Forze dell’ordine a questa causa di non punibilità.
La svolta della Corte Costituzionale
Quel quadro è cambiato di recente. Con la sentenza n. 172 del 27 novembre 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 131-bis, terzo comma, «nella parte in cui si riferisce agli artt. 336 e 337» del codice penale. La questione era stata sollevata dal Tribunale di Firenze.
Secondo la Consulta, l’esclusione era diventata manifestamente irragionevole dopo la riforma Cartabia: la particolare tenuità risultava ammessa per il più grave delitto di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ma negata per la violenza o resistenza contro un singolo agente. Una «distonia» che, per la Corte, finiva per penalizzare l’imputato anche sul piano della finalità rieducativa della pena.
Il risultato pratico è che oggi la particolare tenuità del fatto può essere valutata anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Non è dato sapere se e in che misura questo passaggio abbia inciso sul caso bresciano, ma è evidente che la pronuncia è destinata a pesare su molti procedimenti che riguardano aggressioni a carabinieri, poliziotti e finanzieri.
Le domande che restano
Come può un pugno al volto sferrato a chi si è appena qualificato come Carabiniere, seguito da un danneggiamento e da un inseguimento con tentativi di speronamento, rientrare nella nozione di fatto “tenue“? Con quale criterio si misura l’esiguità del pericolo quando ci sono chilometri di strada percorsi ad alta velocità e serve una pattuglia della Radiomobile per mettere fine alla fuga?
E soprattutto: che messaggio arriva a chi porta una divisa, se un’aggressione fisica può chiudersi senza processo? Le organizzazioni di rappresentanza militare e i sindacati di polizia denunciano da anni un aumento delle aggressioni agli operatori delle Forze dell’ordine e una risposta sanzionatoria percepita come inadeguata. Vicende come questa alimentano quella percezione, e rischiano di trasmettere l’idea che alzare le mani su un servitore dello Stato sia un rischio calcolato.
La parola, ora, passa al Giudice per le indagini preliminari, chiamato a decidere se accogliere la richiesta della Procura o se, di fronte a un’eventuale opposizione, disporre la prosecuzione delle indagini. Una decisione che riguarda un fascicolo, ma che verrà letta da migliaia di uomini e donne in uniforme come un segnale su quanto vale, oggi, la loro incolumità.
Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?
G Aggiungi Infodifesacome fonte preferita su Google
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.