Attualità

Due nuovi AW139 per la Guardia di Finanza: anatomia di una commessa da 103 milioni

Due elicotteri per 103 milioni di euro. Cifre alla mano, l’equazione aritmetica sfiora i 51,5 milioni a velivolo: un numero da capogiro che ha fatto sobbalzare chiunque conosca i listini dell’aerospazio. Un AW139 standard, infatti, naviga su valori di gran lunga inferiori. L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, nata spulciando il registro europeo degli appalti TED, ha trasformato una procedura d’acquisto in un caso politico e contabile. Ma prima di gridare allo spreco o alla svendita delle risorse pubbliche, occorre analizzare la struttura reale del contratto.

Non solo metallo: la trappola del prezzo “a pezzo”

Giudicare una commessa aeronautica come se si comprasse un’automobile di serie è l’errore più comune. La risposta ufficiale del Comando Generale della Guardia di Finanza sposta radicalmente il baricentro dell’operazione: nei 103 milioni di euro non c’è solo il costo vivo dei due nuovi elicotteri, ma è compreso un articolato pacchetto di supporto logistico e manutenzione triennale destinato a garantire l’efficienza dell’intera flotta di AW139 già operativa con le Fiamme Gialle.

In ambito militare e di polizia, la piattaforma base è solo la punta dell’iceberg. Ciò che fa impennare i costi è ciò che sta sotto: scorte ricambi, assistenza ingegneristica H24, aggiornamenti software, manutenzione programmata e straordinaria. Garantire l’operatività di una linea di volo ha un prezzo elevatissimo, ben distinto dal semplice valore di fabbrica della cellula.

La trasformazione in “centrale operativa volante”: l’integrazione RW ATOS

C’è poi l’aspetto tecnologico. Gli AW139 della Guardia di Finanza non sono semplici elicotteri da trasporto VIP o da elisoccorso civile. I due nuovi assetti saranno equipaggiati con la suite di missione RW ATOS (Rotary Wing – Airborne Tactical Observation and Surveillance), il cervello tattico sviluppato per la sorveglianza avanzata.

Questa architettura trasforma l’elicottero in una piattaforma di comando e controllo integrata: radar di ricerca, sensori elettro-ottici ad altissima risoluzione, sistemi di comunicazione cifrata, transponder AIS per il tracciamento navale e datalink satellitari in tempo reale. Sistemi d’arma e di sensori specialistici pensati per il contrasto ai traffici illeciti, la polizia economico-finanziaria e il controllo delle frontiere marittime. È questa elettronica strategica a far lievitare vertiginosamente il conto.

Monopolio naturale? Il nodo dell’affidamento diretto a Leonardo

L’altro punto sensibile riguarda la procedura: affidamento diretto a Leonardo, senza gara d’appalto. Un’assegnazione senza concorrenza fa sempre alzare le antenne quando in ballo ci sono denari pubblici. La giustificazione si fonda sulla continuità operativa e logistica: inserire un modello diverso o frammentare la manutenzione spezzerebbe la catena di supporto, moltiplicando i costi di addestramento e gestione ricambi.

Come sintetizzato con un pragmatismo brutale da fonti interne al Corpo e riportati dal Fatto Quotidiano: “Se ho una flotta di Fiat, non posso metterci i pezzi della Mercedes”. Un principio industriale ineccepibile, che tuttavia blinda di fatto la filiera fornitori attorno al costruttore nazionale.

La vera nota dolente: la mancanza di trasparenza sui costi

La giustificazione della GdF regge sul piano tecnico e dottrinale, ma lascia scoperto il fianco su quello della trasparenza amministrativa. Il vero nodo irrisolto di questo contratto sta nella mancanza di una scomposizione chiara delle voci di spesa.

Quanto costano, al netto dei sistemi, i due singoli velivoli? Quanto incide l’integrazione del sistema ATOS? E soprattutto: quanti dei 103 milioni sono destinati alla manutenzione della flotta preesistente?

Senza questa disaggregazione analitica dei costi, valutare la reale congruità dell’operazione rimane un esercizio di fede. Pretendere la massima granularità sui contratti pubblici che superano i cento milioni di euro non è intralcio burocratico né polemica strumentale: è la condizione minima necessaria per garantire la fiducia dei cittadini nella gestione della spesa per la sicurezza nazionale.

Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?

G Aggiungi Infodifesa
come fonte preferita su Google

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.