3
Shares
Pinterest Google+

(di Aldo Padovano per il Gazzettino.it) – «Così potrò capire cosa è successo sul valico di Chiunzi». Questa sarebbe la frase, oltre a quelle relative ad altre vicende personali come la recente separazione dalla moglie, riportata nel biglietto lasciato dal maresciallo della polizia locale Alfonso Russo, ritrovato privo di vita ieri mattina al cimitero di Pagani.

La morte misteriosa del suo primogenito Francesco, il cui cadavere fu ritrovato in un dirupo sul valico di Chiunzi nel febbraio 2011, avrebbe portato al suicidio dell’agente della polizia municipale paganese. Russo non avrebbe mai superato la scomparsa prematura del figlio su cui, nonostante si sia sempre parlato di suicidio, non c’è mai stata una versione ufficiale dei fatti. Nessuno ha mai voluto credere al suicidio del giovane Francesco.

Un dolore atroce che ha portato il 57enne maresciallo paganese a mettere la parola fine alla propria esistenza lunedì sera, approfittando dell’oscurità che avvolge il camposanto paganese dopo l’orario di chiusura al pubblico. Russo si era recato al cimitero lunedì pomeriggio con un mazzo di fiori bianchi. Dopo la chiusura al pubblico del cimitero di via Leopardi, Russo si sarebbe coperto la testa con la giacca e, seduto vicino alla tomba del figlio, ha premuto il grilletto della pistola di ordinanza. Un solo colpo alla tempia per “ricongiungersi” all’amato figlio.

Loading...