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La
decisione in sede politica è presa e domani sarà sottoposta al voto di fiducia
alla Camera: alle squadre di calcio, oltre al balzello sui biglietti dello
stadio (deciso ieri dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia), sarà
imposto un secondo «contributo» ben più oneroso. Si parla di un 2% sugli
introiti dalla vendita dei diritti televisivi.

E siccome da questa voce il
calcio professionistico introita circa 1 miliardo di euro all’anno, il conto è
presto fatto: il «contributo», destinato a pagare le ore di straordinario
domenicale delle forze di polizia, peserà per circa 20 milioni di euro. Sommati
ai 4 milioni dell’altro «contributo», quello del 3% sulla vendita dei
biglietti, sono 24 milioni di euro di nuove tasse a beneficio dello Stato. Ma
alla fine il prelievo potrebbe essere ricalcolato come imposta straordinaria
sui bilanci complessivi. Quale che sia la formula, però, il risultato non
cambierà. 
L’idea
di colpire gli introiti dai diritti tv è venuta ai grillini. Il deputato
Tancredi Turco, M5S, della commissione Giustizia, ha appena presentato il suo
emendamento: «Le spese per lo straordinario della polizia – dice – non le
devono pagare i cittadini, ma le società di calcio. E il principio è già
passato con l’emendamento di Emanuele Fiano, il collega del Pd, che però
prevede di conteggiare soltanto i biglietti dello stadio. Ma quelle,
notoriamente, sono entrate in forte calo. Io propongo d’istituire un contributo
dell’1% o del 2% sul miliardo di euro dai diritti televisivi. E da lì l’entrata
per lo Stato sarebbe forte. Non mi interessano le percentuali, ma risolvere il
problema». 
Il
costo delle domeniche calcistiche, soltanto per restare alle spese di ore di
straordinario, ammonta a 25 milioni di euro l’anno: cifre comunicate al
Parlamento dal Capo della polizia, il prefetto Alessandro Pansa. E siccome il
Viminale è sempre più a secco, e anzi deve tagliare disperatamente sulle spese
per adeguarsi alle direttive della Spending Review, ecco l’idea di far pagare i
club calcistici.  
Occorrevano
dunque 25 milioni. E tanti ne verranno. Dice Alessia Morani, Pd, fino a qualche
giorno fa responsabile Giustizia nella segreteria del partito: «Ci sembra
giusto che anche le società calcistiche facciano la loro parte. Si chiedono
sacrifici a tutti, a loro no? Dobbiamo far pagare tutto allo Stato, cioè al
ministero dell’Interno, per lasciare qualche milione di euro in più ai club che
così possono andare a comprarsi un altro giocatore a peso d’oro? Certo, qualche
protesta è arrivata, ma non mi pare il caso di spaventarsi. Forse qualcuno non
si rende conto che il clima è cambiato».  
La
decisione di tassare i club del calcio, come detto, ha il viatico del Pd. Renzi
stesso ha dato il suo via libera, ieri mattina, quando ne hanno parlato alla
riunione della segreteria. «Il Pd – dichiareranno poi Emanuele Fiano e Davide
Ermini – crede fermamente nel principio del contributo economico delle squadre
di calcio ai costi della sicurezza. Ovviamente noi non vogliamo penalizzare
nessuno, anzi vogliamo contribuire a far sì che le partite di calcio negli
stadi siano il più sicure possibile».  

Ma
siccome le spese a carico dello Stato per le domeniche calcistiche sono
costantemente in aumento, e tante forze vengono distratte dai compiti di
vigilanza per garantire entrate e uscite dagli stadi, «è parso equo a noi e a
tutte le forze politiche un contributo specifico per le spese degli
straordinari delle forze dell’ordine impegnate per questi eventi». 

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