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Sono passati sedici anni dalla morte di Serena Mollicone, la 18enne trovata morta nel giugno 2001 con mani e piedi legati in un bosco nel Frusinate. A pochi mesi dalla riapertura delle indagini, decisa dalla Procura di Cassino, una perizia fa emergere nuove rivelazioni su quel caso rimasto irrisolto tra proscioglimenti e false piste.

A redigerla il medico legale Cristina Cattaneo, responsabile dell’Istituto di medicina legale di Milano. Tutto gira intorno alla caserma di Arce, dove un brigadiere – Santino Tuzzi – ha detto di aver visto la Mollicone ai primi di giugno. Lo stesso Tuzzi che si è suicidato nel 2008 con la Beretta d’ordinanza e che potrebbe essere stato indotto a togliersi la vita.

LA PORTA AMMACCATA – Stando a quanto riportato nel dossier, ci sarebbero i segni di Serena sulla porta di un appartamento in disuso, all’interno della caserma dei carabinieri: forse dovuti a una caduta della ragazza, così violenta che ha prodotto un’ammaccatura.Il colpo dimostrerebbe, secondo gli inquirenti, che la 18enne è stata aggredita nell’edificio e tramortita, per poi essere soffocata e uccisa.

LA RICOSTRUZIONE – Serena, la mattina del primo giugno, esce di casa per andare dal dentista a Isola del Liri; rientra ad Arce (lo dimostrano delle testimonianze) ma non torna dal padre che comincia a preoccuparsi. A due giorni dalla scomparsa, viene trovata dai volontari della Protezione Civile in un boschetto, con un sacco di plastica in testa, lacci a mani e piedi e della carta assorbente in bocca.

È proprio nelle ore in cui di lei si perdono le tracce che avrebbe fatto visita alla caserma di Arce e all’appartamento dove sarebbe avvenuta l’aggressione (poi completamente ristrutturato e mai utilizzato). Dopo anni di indagini e accuse, il cerchio si è stretto attorno a tre indagati per omicidio e occultamento di cadavere: l’allora maresciallo dell’Arma, Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna, originari di Teano.

La Mollicone, dicono gli inquirenti, potrebbe essere andata in caserma per denunciare il figlio dell’ex maresciallo, forse per un caso di droga.

“Serena è stata uccisa in caserma – ha detto il padre, Guglielmo Mollicone -. La verità sta venendo fuori”.

(Redazione Online/Unione Sarda)

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