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(di Letizia Tortello) – Musica che inizia a suonare dagli smartphone senza che nessuno abbia schiacciato «Play», informazioni personali sul conto del proprietario del cellulare rubate e password violate con estrema facilità. La Russia sfida ancora la Nato e stavolta sceglie la strategia della guerra cibernetica. L’obiettivo sono i soldati, colpiti proprio nel punto di maggiore vulnerabilità di tutti noi: il cellulare.

Truppe, ufficiali e funzionari militari Nato hanno denunciato che la Russia ha hackerato gli smartphone di diversi militari. Lo scopo, dicono, è quello di ottenere informazioni operative, valutare la concreta forza delle truppe degli Alleati e intimidire i soldati. Il Ministero della Difesa russo non vuole commentare la notizia, i funzionari del governo negano che Mosca sia l’artefice di attacchi di questo tipo. Gli Stati Uniti e altri funzionari militari occidentali, invece, affermano di non avere alcun dubbio che dietro la campagna di hackeraggio ci sia la Russia: le attrezzature utilizzate per spiare, come sofisticati droni, sarebbero fuori dalla portata dei civili. A svelare l’operazione sono stati i Thomas Grove, Julian E. Barnes e Drew Hinshaw per il Wall Street Journal, che hanno raccontato nel dettaglio l’attacco ai 4.000 soldati Nato dispiegati in Polonia e negli Stati baltici, per proteggere il confine europeo.

I bersagli presi di mira sono proprio soldati come il tenente colonnello Christopher L’Heureux, che ha assunto il comando di una base Nato in Polonia nel mese di luglio. Il militare racconta di essere tornato al suo blindato dopo un’esercitazione e di aver trovato il suo iPhone personale hackerato. L’hacker stava tentando di infrangere il secondo livello di protezione della password attraverso un indirizzo Ip russo. «Ho provato a cercare chi lo stesse usando, come se fosse stato perso: la mappa sull’Apple mostrava la geolocalizzazione a Mosca», ha detto L’ Heureux, di stanza non lontano da una grande base militare russa. E ora prepara i suoi soldati a nuove probabili invasioni tecnologiche russe. Nel frattempo, altri sei hanno avuto gli stessi problemi con smartphone e profili Facebook. Un evento ripetuto, che suona come un avvertimento. «Come per dire che le forze russe potrebbero violare password e informazioni personali le più riservate – riferisce -, se volessero, e intimidirci».

La guerra ai cyberattacchi

Gli esperti di cyberespionage militare confermano che i droni e la violazione dei cellulari sembrano opera dei russi, che starebbero cercando di monitorare le truppe delle nuove basi Nato, ad esempio per capire se ci sono più uomini di quelli dichiarati. L’allerta è alta, anche se alcuni alti funzionari sminuiscono. Altri temono che in una situazione di crisi, i cellulari hackerati potrebbero essere usati per rallentare la risposta della Nato ad una azione militare russa, ad esempio con il lancio di false informazioni non controllate.

Cellulari-talpa in Estonia

Gli stessi incidenti sospetti sono accaduti anche in Estonia, vicino al confine con la Russia, a gennaio scorso. Numerosi soldati hanno lamentato «cose strane», scrive il Wall Street Journal, capitate ai loro telefoni nella base militare di Tapa, poco prima dell’arrivo di soldati francesi e britannici della Nato. Una sonda ha scoperto che la Russia aveva usato un’ antenna telefonica portatile per ottenere l’accesso ai telefoni che erano attivi nella zona. A marzo, invece, il telefono di un altro soldato estone ha iniziato a suonare musica hip-hop che nessuno aveva mai scaricato, mentre si trovava al confine russo. Proprio in quel momento, i contatti memorizzati sul suo telefono cellulare hanno cominciato a scomparire dalla rubrica.

Le contromosse della Nato

Dopo l’incidente di Tapa, i soldati della base estone hanno rimosso le schede Sim e ora possono utilizzare Internet solo in determinati hot spot sicuri, ma non possono geolocalizzarsi. E poi c’è un’altra prova che devono superare: saltare in un lago durante le operazioni, per dimostrare che non hanno cellulari nella tasca. Non è tutto. Le operazioni degli hacker si traducono anche in intimidazioni psicologiche: fonti vicine alla Nato riferiscono che, in Lettonia, un soldato statunitense in fila per un evento sportivo è stato avvicinato da una persona, che ha dimostrato di essere a conoscenza di dettagli della sua vita, comprese le informazioni sui membri della famiglia.

I droni volanti già in passato

«La Russia ha sempre cercato di colpire i militari Nato per violare l’intelligence degli alleati – ha detto Keir Giles, accademico associato al Chatham House Russia e al Programma Eurasia -. Ma una simile campagna di intimidazioni non ha precedenti recenti». Mentre la presidente lituana, Dalia Grybauskaitė, ha dichiarato: «Siamo già in una cyberguerra internazionale». Anche l’ex presidente estone, Toomas Hendrik Ilves, ha rivelato che alcuni droni sospetti erano stati avvistati durante il suo mandato decennale terminato l’anno scorso. Tutti campanelli d’allarme, come quello della violazione dello smartphone del colonnello L’Heureux, che in precedenza era già stato operativo in Iraq e in Afghanistan: «Non mi avevano mai sparato – dice -, ora pensavo che questa missione sarebbe stata più semplice. Prima di questo attacco».

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