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Il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, rientra a Roma dopo una missione istituzionale in Australia, dopo essere stato coinvolto in una vicenda poco edificante, fatta di nepotismo, sfruttamento del lavoro e presunte molestie scaturita da un servizio delle Iene.

L’onorevole Mario Caruso, appartenente allo stesso gruppo di Rossi, ha assunto Fabrizio, il figlio di Domenico Rossi, come collaboratore parlamentare, negando invece un contratto a Federica B., la stagista che dopo un anno e mezzo di lavoro gratuito ha denunciato il caso.

“Appena rientrato da una missione istituzionale in Australia – afferma il sen. Domenico Rossi – mi sono subito messo a disposizione del Collegio dei Questori della Camera per essere sentito nel piu’ breve tempo possibile per chiarire le accuse che in questi giorni mi sono state rivolte con notevole accanimento persecutorio”. “E’ mio interesse – aggiunge il sottosegretario – fare chiarezza ed evitare che altre informazioni continuino ad essere distorte e strumentalizzate. Ritengo questo passaggio un gesto istituzionale necessario prima di ogni altra mia iniziativa”.

Nel frattempo l’on. Caruso si difende su Facebook ed annuncia azioni legali contro le Iene: “Quanto andato in onda ieri sera nel corso della trasmissione di Italia1, Le Iene, è totalmente falso e infondato. Il servizio ha proposto una versione volutamente distorta della realtà, montando le immagini e le mie risposte in maniera tale da modificarne il significato, con un obiettivo evidente: sfruttare la mia segreteria e il mio ufficio per colpire un mio collega parlamentare.  Ho ampliamente spiegato all’inviato de Le Iene che la ragazza in questione ha effettuato un periodo di stage non retribuito e che era stata regolarmente contrattualizzata. Naturalmente non sono andate in onda le scene nelle quali io spiegavo la regolarità della posizione di questa persona ma solamente quelle in cui, dopo ore nelle quali la telecamera mi seguiva con toni persecutori, ho perso le staffe.
Quando sono sceso nuovamente dal mio ufficio, avevo con me il contratto della stagista. Ho chiesto di spegnere le telecamere perché volevo mostrarlo all’inviato senza che fossero ripresi i dati privati in esso contenuti. Per quanto riguarda la posizione dell’altro mio collaboratore, anche in questo caso avevo spiegato di averlo assunto perché lo ritenevo un ragazzo valido e anche questa parte, naturalmente, non è stata trasmessa.
Non ho mai avuto atteggiamenti equivoci con la persona che è stata intervistata ne’ ci sono i presupposti per affermare il contrario. Le Iene, in quanto programma giornalistico, dovrebbero verificare quello che intendono mandare in onda. Ho già dato mandato a uno studio legale di procedere sia nei confronti della trasmissione Le Iene che nei confronti della ex stagista, sono state fatte gravi violazioni, mandando in onda delle informazioni totalmente false e infamanti ed effettuando delle riprese nascoste nel mio ufficio e alla mia persona. Si tratta di atti illeciti che certamente non possono essere lasciati cadere.”

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