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L’accordo sindacati/Governo sul rinnovo contrattuale ha sollevato non poche polemiche sia per quanto concerne l’inusuale esultanza delle confederazioni sindacali sia per l’illustre assenza di altri rappresentanti del Pubblico Impiego.

Per visualizzare l’accordo clicca qui

L’Intesa tra Sindacati Confederali e Governo, firmata la sera del 30 novembre, aumenta ancor di più l’incertezza tra il personale rappresentato circa il suo futuro professionale ed economico. E’ il commento del delegato Co.Ce.R. della Marina Militare Antonello Ciavarelli sull’accordo tra Governo e sindacati per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego.

Questo è un po’ il senso espresso dai delegati del Co.Ce.R, Marina con Comunicato Stampa. Infatti, – prosegue Ciavarelli – nell’art. 52 della legge di bilancio in discussione alle Camere, non vi è certezza se i famosi 80 euro verranno confermati o riassorbiti nel famoso Riordino delle carriere dei Poliziotti e Militari. Si è appreso che, con il suddetto accordo, il Governo si è impegnato a dare maggiore valenza alle concertazioni. Ma un fatto certo è che questo è il terzo anno che il Governo non si confronta, come previsto per legge, con i Rappresentanti del Comparto Sicurezza e Difesa. Comparto che necessita quanto prima dell’apertura della concertazione economico/normativa  la cui riapertura si chiede con fermezza. Ma al di là degli intenti, le cifre stanziate per la concertazione sembrano irrisorie. Inoltre la suddivisione delle cifre previste per il Pubblico impiego nella legge di bilancio è rimandata a Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In definitiva – conclude Ciavarelli – ben vengano anche le intese o le promesse, se queste venissero rivolte esplicitamente anche ai Rappresentanti del Comparto Difesa/Sicurezza. Ma è fondamentale rivolgere, presto, anche gesti concreti a quel personale  che tutti i giorni difende quei principi di libertà e democrazia scolpiti nella nostra Costituzione.