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Due poliziotti durante il turno di notte in volante si schiantano contro un palo dell’illuminazione pubblica nel mezzo di un inseguimento. Questo è il fatto. La notizia arriva ai social network e subito si scatenano gli haters (gli odiatori) che iniziano a deridere e offendere gli agenti finiti in ospedale. E questa è la deriva. Una deriva che avrà delle conseguenze. «Abbiamo dato mandato al nostro studio legale di procedere con le querele» annunciano Maurizio Ferrara e Luca Capalbo di Ugl Polizia.

Ma andiamo con ordine. L’incidente è delle 3 di notte, in via Giotto, dove il manto stradale è scivoloso a causa della pioggia caduta fino a poco prima. Secondo quanto emerge dalla relazione di servizio, i due agenti in servizio notano una vettura svoltare velocemente da corso del Popolo in via Giotto, come nel tentativo di scappare. L’autista, un agente di 26 anni, preme il piede sull’acceleratore e affronta la curva ad alta velocità. La Fiat Bravo con le insegne della Polizia di Stato perde aderenza e finisce contro il palo di cemento della pubblica illuminazione.

Il capopattuglia, un poliziotto di 37 anni, rimane incastrato all’interno. Serve l’intervento dei vigili del fuoco per liberarlo e affidarlo finalmente alle cure del personale del 118. I due vengono trasferiti in pronto soccorso, dove vengono medicati con 50 e 20 punti di sutura. Seguirà l’inchiesta interna e l’indagine per scoprire chi è il fuggitivo. Quel che è successo dopo l’incidente, però, non è meno grave.

Dal sito del mattino di Padova ai social network il passo è stato brevissimo. E quando le immagini della volante distrutta e la triste storia dei due poliziotti in servizio è finita in pasto agli utenti di Facebook, è stato scritto un altro triste capitolo di questa china inarrestabile al “tutti contro tutti a prescindere”. Invece di trovare commenti di solidarietà e vicinanza sono fioccate le offese e le derisioni. I rappresentanti sindacali dei poliziotti sono decisi ad andare fino in fondo. «Non si può ulteriormente tollerare che sconsiderati privi di senso morale gioiscano dei nostri morti, così come avvenuto per l’incidente di Ravenna, o applaudano, come accaduto perché due poliziotti, nell’espletamento del loro servizio si sono fatti male. I social network sono diventati una gogna, uno sfogatoio pericoloso per tutti» ribadiscono Ferrara e Capalbo di Ugl Polizia.

«Quanto accaduto ancora una volta troverà certamente adeguata risposta nelle aule di giustizia, avendo già conferito mandato in tal senso allo studio Ostellari. Nulla però potrà mai ripagare lo sconforto provato da chi quotidianamente dedica la propria vita a salvaguardare quella degli altri».

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