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La Difesa garantisce “massima priorità alla sicurezza del lavoro e alla tutela dell’integrità psicofisica del personale“. Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano nel corso dell’audizione di fronte alla commissione bicamerale sull’uranio impoverito. “La partecipazione a missioni militari all’estero – ha aggiunto – non presenta rischi specifici per l’insorgenza di neoplasie“. “Evidentemente – ha sottolineato – i militari operano in zone in cui esiste rischio sanitario ed esistono margini di miglioramento delle misure a tutela del personale che devono essere perseguiti”.

Le forze armate italiane – ha ribadito il generale Graziano – non impiegano e non c’è dispiegamento di munizionamento all’uranio impoverito e i poligoni non ne consentono l’uso“. La Difesa, ha aggiunto, “ha compiuto un grande sforzo nel settore delle bonifiche ambientali negli scorsi anni anche in situazione di ristrettezza di risorse“. Priorità di ogni caso “è garantire l’efficienza e il benessere psicofisico del proprio personale. Promuovere ogni misura per avere il più alto livello di efficienza” e per questo, ha sottolineato, vengono effettuate “visite mediche almeno una volta l’anno e poi quella prima e dopo ogni missione in teatri a rischio“. “Noi – ha concluso – siamo pronti a cooperare con la commissione nella più totale trasparenza“.

Pubblichiamo un commento di un lettore su tale vicenda.

“Sull’audizione del Gen. Graziano resa pubblica. Imbarazzante è il primo termine che mi viene, preoccupato il secondo, arrabbiato il terzo. Imbarazzante perchè nell’audire ciò che il Generale ha detto si avverte netta e decisa volontà di non esprimersi sul nocciolo dell’argomento e la sensazione di un un messaggio altrettanto chiaro alla classe politica e di Governo del Paese “Fate quel che volete, noi facciamo ciò che ci pare e resteremo impuniti”. Preoccupato perchè chi parla è il massimo vertice della gerarchia militare che se non è in grado ed in condizione di assumersi le responsabilità e rispondere con rispetto istituzionale ad un organismo che rappresenta l’intero parlamento espressione del popolo italiano, non so cosa potrebbe accadere in caso di conflitto o di minaccia e sopratutto, nelle mani di chi è affidato il personale militare. Arrabbiato perché 332 morti ed oltre 3600 malati aspettano di essere considerati quanto meno morti e malati degni di essere ricordati e non nascosti come uomini di cui vergognarsi e nascondere per coprire le colpe di un apparato non all’altezza della situazione”

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