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Così l’On. Rizzo (M5S) primo firmatario di una interrogazione parlamentare indirizzata alla Ministra Pinotti:  “La fuoriuscita del personale militare in esubero tramite l’istituto dell’aspettativa per riduzione quadri (ARQ) è stata necessaria per «svecchiare» le Forze armate, la Corte dei Conti, però, nella «relazione sul rendiconto generale dello Stato» per il 2016 si pone qualche dubbio sul beneficio economico atteso da questa iniziativa ed ha voluto evidenziarle con alcune riflessioni.”

I giudici pongono l’attenzione sul fatto che pur esonerando dal servizio il personale secondo le regole dettate dalla normativa vigente, la messa in aspettativa tramite ARQ «ha un costo elevato per lo Stato»;

Continua Rizzo: “Ecco perchè abbiamo voluto interrogare il Ministero della Difesa per sapere quali iniziative intenda intraprendere per rispondere ai rilievi della Corte dei conti e per contenere la spesa sostenuta per il personale delle Forze armate;”

“La nostra proposta è di favorire in maniera quasi esclusiva il transito degli ufficiali delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri collocati in aspettativa per riduzione di quadri senza percepire alcuna indennità aggiuntiva in altre pubbliche amministrazioni che presentino carenze di organico” conclude il parlamentare.

Interrogazione a risposta scritta 4-18014

presentato da

RIZZO Gianluca

testo di

Mercoledì 4 ottobre 2017, seduta n. 864

RIZZO, BASILIO, CORDA, FRUSONE e TOFALO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

l’articolo 2209-septies del decreto legislativo n. 66 del 2010 disciplina la fuoriuscita del personale militare in esubero tramite l’istituto dell’aspettativa per riduzione quadri (ARQ);

tale provvedimento resosi necessario per «svecchiare» le Forze armate è stato oggetto di una riflessione da parte della Corte dei conti nella «relazione sul rendiconto generale dello Stato» per il 2016;

in particolare, i giudici dell’organo di controllo dello Stato, pongono l’attenzione sul fatto che, pur esonerando dal servizio il personale secondo le regole dettate dalla normativa vigente, la messa in aspettativa tramite ARQ «ha un costo elevato per lo Stato»;

«Per effetto dell’ARQ, nel 2016 sono stati esonerati dal servizio 226 dirigenti (215 colonnelli, 12 generali di brigata e 1 generale di divisione) sostenendo comunque costi per 27,5 milioni e risparmiando, rispetto al mantenimento in servizio, secondo le stime della Difesa, circa 968.272 euro. Al 1° gennaio 2016, complessivamente erano in ARQ 22 generali e 372 colonnelli, al 31 dicembre, 15 generali e 353 colonnelli (il décalage è dovuto in sostanza al transito in ausiliaria a domanda)», per un costo approssimativo stimato dall’Osservatorio sulle spese militari italiani Milex.org di 45 milioni di euro;

con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 94 del 29 maggio 2017, recante il cosiddetto «riordino delle carriere», questi costi sono destinati ad aumentare, visto che sono stati stanziati aumenti per le retribuzioni di oltre diecimila nuovi dirigenti superiori «promossi per decreto» –:

quali iniziative il Governo intenda intraprendere per rispondere ai rilievi della Corte dei conti e di contenere la spesa sostenuta per il personale delle Forze armate;

quali iniziative intenda intraprendere in ordine alla possibilità di far transitare gli ufficiali delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri collocati in aspettativa per riduzione di quadri senza percepire alcuna indennità aggiuntiva in altre pubbliche amministrazioni che presentino carenze di organico, così come indicato dall’ordine del giorno 0/01581/001/04 accolto dal Governo pro tempore il 9 giugno 2016.
(4-18014)

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