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Il (triste) colpo di scena nella vicenda della presunta guerra di dossier interna all’Aeronautica è andato in scena giovedì scorso, davanti al gup del tribunale militare di Roma. È lì che Pasquale Preziosa, ex Capo di Stato Maggiore rimasto in carica fino al 29 marzo, rischia il rinvio a giudizio insieme a due generali del suo staff con l’accusa di aver fatto pressioni e minacce sul direttore dell’Istituto di medicina Aerospaziale Domenico Abbenante perché negasse la piena idoneità al volo al generale Carlo Magrassi, con l’obiettivo di troncare la carriera di quest’ultimo. Non un generale qualsiasi, ma un nome considerato vicinissimo al presidente del consiglio Renzi e al sottosegretario Luca Lotti, e diventato nonostante tutto prima consigliere militare del premier, poi segretario generale della Difesa. E’ quanto scrive Martino Villosio per il Tempo.it.

Nell’udienza di quattro giorni fa è emersa una novità la cui delicatezza – in termini di rispetto della privacy – si interseca con la rilevanza pubblica per i suoi possibili riflessi sul giudizio in merito all’operato dei tre imputati.

Parliamo del ricovero del generale Magrassi, avvenuto dieci giorni fa all’ospedale Careggi di Firenze, per un problema cardiaco grave occorsogli durante una cena nel capoluogo fiorentino. È stata la difesa del generale Preziosa a chiedere al gup di acquisire il referto medico.

Preziosa è accusato anche di aver girato alle procure un dossier sfavorevole a Magrassi, nel quale si segnalava come a quest’ultimo – operato nel 1997 alla valvola mitralica dopo un prolasso – sia stata sempre rinnovata l’idoneità anche per i voli più impegnativi. La procura militare di Roma, invece delle presunte responsabilità in capo ai medici, decise di indagare proprio l’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e i suoi collaboratori. Dopo il drammatico evento di Firenze, adesso, si attende di capire quali saranno i prossimi sviluppi.

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