Carabinieri

RIORDINO E STRUMENTALIZZAZIONI: COCER CARABINIERI “UTILIZZATO” DAI VERTICI?

In una interrogazione parlamentare presentata dall’on. Rizzo (M5S) si chiedono chiarimenti in merito all’attività svolta  dall’organo di rappresentanza, durante l’iter di conversione del decreto sul riordino dei carabinieri. Stando a quanto affermato da un delegato…”Sarebbe stato strumentalizzato l’operato del Cocer Carabinieri al fine di far appoggiare le richieste dei vertici militari in merito al provvedimento presentato al Parlamento sul riordino delle carriere (che ha prodotto 12.000 dirigenti in più nelle Forze armate) e poter ottenere maggiori risorse, nonché per divulgare comunicati stampa che potessero in qualche modo «salvaguardare»
Interrogazione a risposta scritta 4-18122

presentato da

RIZZO Gianluca

testo di

Mercoledì 11 ottobre 2017, seduta n. 868

  RIZZO, BASILIO, CORDA, FRUSONE e TOFALO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

il Consiglio centrale della rappresentanza militare (COCER) è l’organo centrale a carattere nazionale in rappresentanza del personale delle forze armate, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, le cui competenze riguardano la formulazione di pareri, di proposte e di richieste su tutte le materie che formano oggetto di norme legislative o regolamentari circa la condizione, il trattamento, la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari;

il Governo, in sede di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante «proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative» (legge 27 febbraio 2017, n. 19), con l’articolo 8, commi 5-bis e 5-ter, ha prorogato di un ulteriore anno il mandato della rappresentanza militare, rinviando conseguentemente l’elezione per il rinnovo dei delegati del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare;

tale proroga era già avvenuta nel 2016, per cui il mandato dell’attuale rappresentanza è stato prorogato per il 50 per cento del tempo in più rispetto al periodo di mandato previsto dalla legge;

un articolo giornalistico di «Agenparl.com» del 4 ottobre 2017 dal titolo «i lobbisti dell’Arma» divulga e riproduce il testo di una registrazione audio fonica avvenuta durante una riunione della Rappresentanza militare con cui un appuntato dei carabinieri afferma, rivolgendosi presumibilmente al generale Gerometta, (già capo del Cocer interforze e direttore generale del personale militare) come sarebbe stato strumentalizzato l’operato del Cocer Carabinieri (che avrebbe goduto della proroga sopra citata) al fine di far appoggiare le richieste dei vertici militari in merito al provvedimento presentato al Parlamento sul riordino delle carriere (che ha prodotto 12.000 dirigenti in più nelle Forze armate) e poter ottenere maggiori risorse, nonché per divulgare comunicati stampa che potessero in qualche modo «salvaguardare» l’immagine dell’Arma dei carabinieri che in quel periodo si vedeva costretta a fare i conti con l’indagine a carico del suo comandante, il Generale Tullio Del Sette, e di altri appartenenti all’Arma nell’ormai noto «caso CONSIP»;

presso l’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati, dal 10 marzo 2017, è in funzione il «Registro dei soggetti che svolgono attività di rappresentanza di interessi» che stabilisce che per attività di rappresentanza di interessi si intende «ogni attività svolta nelle sedi della Camera dei deputati professionalmente» attraverso «proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, intesa a perseguire interessi leciti propri o di terzi nei confronti dei membri della Camera dei deputati»;

il regolamento precisa che «non costituiscono attività di rappresentanza di interessi le dichiarazioni rese e il materiale depositato nel corso di audizioni dinanzi alle commissioni e ai comitati parlamentari». Quindi, escludendo la sola convocazione del Cocer per l’audizione da parte della commissione difesa della Camera sullo schema di decreto in merito al riordino delle carriere, il resto, l’attività di «andare a parlare con dei parlamentari» per «reperire risorse», «sposando la tesi del riordino» a cui fa espresso riferimento il delegato del Cocer nel corso del suo intervento potrebbe configurarsi come un’attività di «lobbying»;

il regolamento di attuazione della rappresentanza militare, all’articolo 12, prevede che ai delegati è vietato avere rapporti di qualsiasi genere con organismi estranei alle forze armate, salvo quanto disposto dalla legge n. 382 del 1978 (lettera c)), nonché assumere iniziative che possano infirmare l’assoluta estraneità delle forze armate alle competizioni politiche (lettera f)); l’inosservanza di tali disposizioni è considerata a tutti gli effetti grave mancanza disciplinare –:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti indicati in premessa e quali eventuali iniziative di competenza intenda assumere per evitare situazioni come quella descritta affinché l’attività di rappresentanza dei militari svolta dai Cocer avvenga in modo indipendente, autonomo e in sintonia con gli indirizzi previsti dalla normativa vigente;

se si intenda favorire l’avvio di una indagine ministeriale interna al fine di accertare eventuali responsabilità nei confronti di chi abbia favorito tali comportamenti ad avviso degli interroganti poco consoni al decoro ed all’immagine dell’Arma dei carabinieri.

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