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“Il Consiglio dei ministri approvando definitivamente gli schemi dei decreti legislativi relativi al riordino delle carriere, delle funzioni e del trattamento economico del personale delle forze di polizia , delle forze armate e del Corpo dei vigili del fuoco ha dimostrato chiaramente di essersi sottomesso alla volontà della casta dei generali e degli alti dirigenti dei Corpi armati e civili dello Stato. E’ quanto dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm) in merito all’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri dei decreti legislativi riguardanti il riordino delle carriere e delle funzioni del personale delle forze armate, delle forze di polizia e del Corpo dei vigili del fuoco.

“Il contenuto del comunicato – prosegue Comellini – diffuso dall’esecutivo al termine della riunione di ieri nel dipingere i fantasiosi scenari che dovrebbero caratterizzare il futuro del personale e delle amministrazioni interessati dai provvedimenti vuole solo nascondere ai cittadini contribuenti il reale contenuto normativo degli schemi dei decreti legislativi approvati con la complicità di forze politiche più attente alla poltrona che alle reali richieste dei militari, dei poliziotti e dei vigili del fuoco e cela, spudoratamente, l’ennesimo immane spreco di denaro pubblico quantificato in 9,7 miliardi di euro fino al 2026. Denaro utilizzato per garantire alla casta dei generali e dei dirigenti delle amministrazioni interessate cospicui aumenti delle retribuzioni, facilitazioni negli avanzamenti di carriera e anacronistici privilegi che solo apparentemente sono stati soppressi ma che, invece, sono stati aumentati a dismisura, come anche il numero dei dirigenti che solo per le forze armate aumenterà di circa 13mila unità.

Le Ministre Madia e Pinotti, ma anche tutto il Consiglio dei ministri ancora una volta hanno dimostrato tutta la loro arroganza nei confronti dei militari, poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili del fuoco che dopo oltre venti anni di attesa ancora una volta vedono i loro diritti e la loro dignità di lavoratori calpestati con estrema disinvoltura, beffati e ridotti ad essere merce di scambio tra interessi di partiti politici e di talune organizzazioni sindacali e delle Rappresentanze militari. In queste ore – conclude Comellini – sono molti i cittadini in divisa che confidano nella responsabilità del Presidente della Repubblica a cui spetta il compito di emanare i decreti legislativi e che ben potrebbe evitare ulteriori danni al Paese, forte della sua esperienza di giudice della Corte costituzionale, nella considerazione che da più parti è stato ritenuto fondato il sospetto che nei decreti si annidi più di qualche vizio di legittimità costituzionale ma sono altrettanti, forse ben più numerosi, quelli che, invece, confidano nella giustizia perché è chiaro che ormai, in Italia solo i tribunali possono riportare sulla strada della legalità anche il legislatore poco attento o, come in questo caso, arrogante.”

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