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La Camera dei deputati ha approvato definitivamente – con 267 voti a favore e 36 contrari – il Disegno di legge d’iniziativa governativa recante “Modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”.  Secondo Orlando si tratta di “un intervento riformatore ad ampio raggio” che comporterà tra l’altro una ulteriore  implementazione delle competenze all’esterno della Polizia Penitenziaria, dopo l’inserimento all’interno della DIA, dell’INTERPOL, ed in virtù delle nuove competenze di polizia stradale.

La nuova legge approvata mercoledì scorso amplia infatti le prerogative della Polizia Penitenziaria in materia di controlli sul territorio, delegando il governo ad  adottare uno più decreti legislativi a riguardo. Il comma 85 dispone  infatti “previsione di misure per rendere più efficace il sistema dei controlli, anche mediante il coinvolgimento della polizia penitenziaria”.

Si tratta peraltro di disposizione in linea con quanto convenuto in sede di Stati generali dell’esecuzione penale del Ministro Orlando, e dalla commissione presieduta dal procuratore Nicola Gratteri e  voluta dall’ex premier Matteo Renzi, con l’intenzione di attribuire alla Polizia Penitenziaria le funzioni degli U.S. Marshall Americani. Le nuove funzioni di controllo dovrebbero essere attribuite ai Nuclei Operativi Scorte, anche in virtù del minore carico di lavoro dovuto ai processi in video conferenza per una sfilza di detenuti autori di gravi reati, oltre che ai Nuclei di Polizia Penitenziaria presso gli Uffici di E.P.E (esecuzione penale esterna) che verranno istituiti mediante apposito D.M. istitutivo, per cui è stata fissata per giorno  26 giugno 2017 ore 12,00 la riunione con le rappresentanze sindacali.

Si tratta di provvedimenti che valorizzano le competenze generali di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza della polizia penitenziaria ai sensi dell’art. 57 c.p.p. e che permetteranno più efficienza nel sistema dei controlli.