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L’annuncio delle proprie dimissioni (oggi pomeriggio Renzi salirà al Quirinale per rimettere il proprio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella) apre nuovi scenari politici ed il Comparto Sicurezza e Difesa aspetterà con ansia e trepidazione quelli che saranno gli immediati sviluppi del dopo referendum.

I timori di militari e poliziotti risiedono in una particolare forma di plagio psicologico che subordinava l’esito del referendum alla concretizzazione di riordino delle carriere, rinnovo contrattuale e bonus. Radio Scarpa avvisava che sarebbe saltati le ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto delle forze dell’ordine e per il riordino interno delle carriere, oltre al bonus di 80 euro. Arrivando anche a paventare per poliziotti e militari una diminuzione stipendiale sostanziosa nel 2017.

Timori nati e cresciuti sul web ma che non hanno alcuna fondatezza. Riordino, rinnovo e bonus sono tutti compendiati nella legge di bilancio che, chiuse finalmente le Urne, riprende il proprio iter con un cammino decisamente accelerato. Infatti, il Senato, che esamina il testo inviato dalla Camera, avrà a sua disposizione non più di una decina di giorni di lavori effettivi per approvarlo e modificarlo. Toccherà poi alla Camera, in terza lettura, approvare in via definitiva la manovra. Come riporta il Sole 24 ore il tutto entro le vacanze di Natale, per evitare “code” prima della fine dell’anno. Lo spettro dell’esercizio provvisorio di bilancio – nel caso di voto dopo il 31 dicembre – sembra che in ogni caso sarà scongiurato da tutte le forze politiche.

Insomma, atteso che il Presidente della Repubblica possa riaffidare l’incarico allo stesso Renzi inaugurando il Renzi Bis, magari dopo un rimpasto governativo, la legge di stabilità terminerà comunque il proprio iter.

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