Guardia di Finanza

PROPOSTA RIORDINO COCER GDF. LE RAGIONI DI UNA SCELTA CORAGGIOSA E LUNGIMIRANTE

Avremmo potuto, semplicemente, limitarci a chiedere più risorse ed allinearci alle proposte delle altre amministrazioni. Avremmo potuto continuare anche noi a sognare un altro 1995, invece abbiamo deciso, responsabilmente, di non illudere il personale che rappresentiamo, perché sappiamo bene da allora ad oggi il mondo è profondamente cambiato.

Abbiamo pensato che, per tutelare la dignità professionale di tutti i finanzieri e la stessa funzionalità della Guardia di Finanza, fosse arrivato il momento di guardare oltre il nostro “orticello” e ci siamo messi a osservare il nostro mondo dall’esterno, facendoci qualche domanda.

Da che parte sta andando il mondo fuori dalle nostre caserme? Da che parte deve andare una moderna polizia economico-finanziaria? Come fare per garantire più dignità professionale, più orgoglio e più opportunità ai nostri colleghi? Come possiamo progredire?

Assumendoci il rischio di sembrare impopolari o presuntuosi, abbiamo quindi deciso di proporre un modello di carriera in grado di concretizzare l’evoluzione della Guardia di Finanza in una moderna polizia economico-finanziaria e di dare dignità al personale recuperando le penalizzazioni rispetto al resto del pubblico impiego.

Perché se solo l’Amministrazione è efficiente e virtuosa si possono trovare le risorse per premiare il personale e si può ridare credibilità alla carriera e viceversa.

Chi non crede che tra 10 anni, per essere Ispettori nella Guardia di Finanza serva una laurea triennale o il diploma per svolgere le funzioni del Finanziere e/o Sovrintendente, allora non crede la nostra professionalità valga quella, per esempio  dell’infermiere (laurea triennale dal 1995), dell’impiegato del pubblico impiego  (laurea triennale) o dell’Ispettore delle Agenzie Fiscali (laurea specialistica) ecc..

Senza contare che un adeguamento sostanziale c’è già stato, visto che i Marescialli delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza frequentano un corso di formazione triennale con il conseguimento della laurea di I livello. Un adeguamento a cui, per il momento, non è seguito nessun riconoscimento in termini economici o di dignità.

Adeguare il titolo di accesso ai ruoli del comparto rispetto al pubblico impiego equivale a portare tutti più in alto, non farlo equivale a far retrocedere tutti verso il basso. Non a caso, l’attuale Tabella di equiparazione il personale del comparto rispetto al resto del pubblico impiego è già disallineata (verso il basso) e nella Tabella di equiparazione in corso di discussione al Ministero della Difesa si prevede un’ulteriore penalizzazione.

A chi dice che la nostra proposta non premi il personale perché non garantisce avanzamenti verticali, soprattutto per i ruoli di base, rispondo che la proposta, prevede:

  • il mantenimento degli attuali tassi di promuovibilità per l’accesso a Vice Sovrintendente, tassi già attualmente molto superiori rispetto a tutte le altre Forze di Polizia, come evidenzia il rapporto forza organica-forza effettiva delle Forze di Polizia; circostanza che dimostra inequivocabilmente quanto la rappresentanza GdF abbia lavorato bene nel corso degli ultimi anni;
  • l’ampliamento delle quote riservate al personale interno per l’accesso ai ruoli superiori, dall’attuale 30% al 50% dei posti disponibili, in analogia a quanto avviene nel pubblico impiego;
  • l’abbattimento, a regime, della riserva di posti riservati agli Ispettori per l’accesso al ruolo Ufficiali e l’innalzamento al 30% dei posti riservati ai ruoli di base nel transitorio (oggi passa un solo App/Sov laureato);
  • il sensibile incremento degli organici del ruolo Ispettori, circostanza che consente di offrire opportunità di carriera molto superiori ai finanzieri dei ruoli di base App./Sov. rispetto ai colleghi poliziotti e carabinieri.

A chi si chiede perché la proposta non preveda, soprattutto nel transitorio, promozioni “ope legis”, concorsi per soli titoli o riserve di posti per i gradi apicali, rispondo che questa scelta è stata adottata, per le seguenti ragioni:

  • la delega Madia e più in generale il momento economico e politico non ammette promozioni “regalo” come nel 1995 o promozioni semi-automatiche nascoste sotto concorsi per soli titoli, tanto che anche nella proposta dell’Amministrazioni non erano previste; in altri termini questo tipo di scorciatoie non erano e non sono all’ordine del giorno e proporle avrebbe finito per svilire la credibilità dell’intera proposta e del Consiglio (la solita vuota proposta dei sindacati “todos caballeros!”avrebbero pensato);
  • se si fosse disegnato un transitorio che prevedeva la promozione semi-automatica dei soli gradi apicali, si sarebbe escluso o comunque penalizzato il personale dei gradi non apicali già in possesso del titolo di studio previsto a regime per il ruolo superiore, provocando il paradossale effetto di penalizzare nel transitorio coloro che si intendeva premiare a regime; come dire tra dieci anni servirà il titolo di studio ma per il momento no! E così chi oggi è in possesso del titolo di studio previsto a regime sarebbe stato beffato due volte: troppo acculturato oggi, troppo vecchio domani!; cosa peraltro già accaduta in occasione dei precedenti riordini (es. transitorio per l’accesso al ruolo speciale della categoria Ufficiali previsto dall’art. 53 del d.lgs. 69/2001);
  • la soluzione delle riserve di posti per i gradi apicali è già attualmente utilizzata per l’avanzamento a Ufficiale RS e Ispettore e non sembra essere molto soddisfacente atteso che le percentuali di promossi non arrivano a coprire le riserve (nell’ultimo concorso Ufficiali RS è passato 1 M.A. su 7 posti disponibili e nell’ultimo concorso Isp. interno sono passati 8 Brigadieri Capo su 60 posti disponibili!);
  • il modello proposto non impedisce ai gradi apicali di transitare, ma allo stesso modo consente anche agli altri di competere, garantendo un giusto equilibrio tra anzianità, titoli professionali e titoli di studio; in altri termini il concorso è uguale per tutti, ma i titoli professionali, l’anzianità ed i titoli di studio consentono di compensare la prova d’esame; esempio: per passare Ufficiale: un Lgt. laureato, specializzato IEF e comandante di sezione operativa dovrà prendere 10/20 alla prova d’esame, un Maresciallo Capo senza laurea e senza titoli dovrà prendere 20/20 alla prova d’esame; meglio sarebbe se la prova d’esame fosse gestita da una macchina (CPU);
  • la proposta dell’Amministrazione escludeva dal concorso per Ufficiale tutti i Marescialli (Lgt compresi) non in possesso della laurea triennale, anche nel transitorio;
  • le politica delle promozioni generalizzate, automatiche o semi automatiche ha contribuito ha svilire la valenza del grado e ad incrinare il rapporto grado-funzione-responsabilità ed a ingenerare la competizione verso il posto con meno responsabilità, tanto che nei reparti il carico operativo non è distribuito per grado, ma per competenza e c’è una elevatissima fungibilità delle mansioni (al Maresciallo sono spesso attribuite funzioni da Luogotenente ed al Luogotenente funzioni da Maresciallo e così è per tutti i ruoli).

A chi si chiede perché abbiamo rigettato l’ipotesi dei gradi “Sostituto”, rispondo che tale soluzione, avrebbe:

  • premiato i solo gradi apicali (come se il riordino fosse una sorta di contratto solo per loro), peraltro anche in modo del tutto apparante in quanto si sarebbero attribuite maggiori responsabilità (non si capisce bene in relazione a cosa, visto non c’è relazione tra grado apicale e mansione) in cambio di una “non promozione”;
  • penalizzato il personale della Guardia di Finanza rispetto al Polizia e Carabinieri atteso che il personale con quel grado e quell’anzianità è molto meno numeroso;
  • aperto le carriere anzi le avrebbe definitivamente ulteriormente chiuse in compartimenti stagni;
  • mortificato il personale che ha già superato un concorso e premiato, paradossalmente, il personale che è rimasto nel ruolo sottostante (si pensi all’Appuntato scelto che è appena passato V.Brig ed ora vedrebbe il suo pari grado rimasto nel ruolo sottostante premiato mentre lui deve attendere di diventare Brig. Capo + 8 anni);
  • spinto il personale a rimanere nel ruolo di appartenenza.

Infine la nostra proposta prevede di mantenere le risorse appostate alla voce gradi “sostituto” nella stessa proporzione non penalizzando nessun ruolo, semmai intendendo premiare chi, aldilà del grado, già svolge mansioni ed incarichi più disagiati o più responsabilizzanti (comandanti, capi pattuglia, capi sezione, ATPI, valico di alta montagna, ecc.).

In conclusione, è necessario considerare la proposta di riordino nella sua totalità senza fare paragoni con il 1995 (altra epoca!), partendo da quello che siamo oggi e pensando a cosa (l’intera Guardia di Finanza) dovremmo diventare tra 10 anni. Concentrarsi solo sul transitorio e giudicare tutto secondo la logica del: “ma a me (singolo) conviene!?”non è coerente con la necessità di cambiamento che la storia ci impone.

Gianluca Taccalozzi – Delegato Co.Ce.R. Guardia di Finanza.

Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà

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