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“Mancanza di capacità di autocontrollo, che invece si deve ragionevolmente pretendere da un organo di polizia”. Di Sergio Rame per il Giornale.it. Con questa motivazione il Tar del Piemonte ha respinto la domanda cautelare avanzata da un agente di polizia. A metterlo nei guai è stato un video girato e pubblicato su internet lo scorso luglio (guarda) in cui si vede una volante che “scorta” un immigrato in bicicletta nella corsia di emergenza dell’autostrada Torino-Bardonecchia. “Risorse della Boldrini, ecco come finirà l’Italia – commenta il pliziotto nel video – tutti su una Graziella in autostrada a comandare”. E ancora: “Voi che amate Laura Boldrini, voi che avete voluto questa gente… Goditi questo panorama, ecco le risorse della Boldrini: un tipo che pedala sulla Graziella pensando che fosse una strada normale, con le cuffiette in testa”.

Il poliziotto era stato sospeso dal servizio dopo aver diffuso il video girato con lo smartphone. In quei cinquanta secondi prende di mira l’extracomunitario a bordo della bicicletta e attacca la presidente della Camera: “Le risorse della Boldrini, ecco come finirà l’Italia. Voi che amate la Boldrini, voi che avete voluto questa gente. Tutti su una graziella in Italia a comandare”. E per questo è stato allontanato dal servizio. Nel respingere la domanda di reintegro il Tar ha ritenuto ravvisabile nella condotta dell’agente “mancanza di capacità di autocontrollo” che, invece, si “deve ragionevolmente pretendere da un organo di polizia”.

“Prendiamo atto dell’ordinanza e siamo dispiaciuti – spiega l’avvocato Luca Verrienti, legale difensore dell’agente – ma riteniamo che la condotta dell’agente abbia contribuito a salvare vite umane, quella del signore ivoriano in bici e quella di altri utenti”. Inizialmente, come giù raccontato dal Giornale, il video incriminato era stato inviato in una chat privata. Ben presto, però, ha iniziato a girare su Facebook e per l’agente sono stati guai seri. I superiori dei due agenti in servizio hanno accertato chi fosse il colpevole e l’hanno sospeso aprendo un procedimento disciplinare contro di lui e segnalandolo pure alla procura di Torino. Tra qualche settimana la Commissione provinciale di disciplina, organo interno della polizia, deciderà quale provvedimento adottare nei confronti del poliziotto.

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