Difesa

NUOVO MODELLO DI FORZE ARMATE, FERMA SETTENNALE PER I FUTURI VOLONTARI E NUOVA VISION OPERATIVA DEI REPARTI NEL SUD ITALIA

Il 28 febbraio 2017, si è svolto un incontro tra il Co.Ce.R. Interforze e la Ministra della Difesa On. Roberta Pinotti. Presenti fra gli altri il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Rossi, il Capo di SMD e dei Vertici Militari delle Forze Armate.
L’argomento ascritto all’ordine del giorno ha riguardato il disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri in data 10 febbraio 2017, in attuazione alle linee guida tratteggiate dal Libro Bianco della Difesa. La Ministra Pinotti nel corso della relazione introduttiva non ha omesso di sottolineare come ogni approfondimento ed analisi, in ordine al percorso parlamentare sia appena iniziato, e quindi in fase assolutamente ‘embrionale’. Gli interventi tecnici che si sono susseguiti hanno evidenziato, partendo naturalmente dal disegno di legge delega, i seguenti focal point:
– Processo di revisione della ‘governance’;
– Adeguamento modello operativo di F.A., dando sostenibilità e piena attuazione al principio generale di interfortizzazione delle forze armate;
– Rimodulazione del modello professionale per favorire una maggiore capacità operativa contestuale al ringiovanimento degli organici;
– Nuovi input ad una politica di innovazione tecnologica del Comparto.

Significativo evidenziare, nell’ottica di una forma di collaborazione costruita su trasparenza e partecipazione, come l’intendimento politico sia quello di promuovere ed incentivare il coinvolgimento della Rappresentanza Militare nei processi di sviluppo della materia, con possibili attività di audizione parlamentare presso le Commissioni competenti.

Il Capo di SMD ha sottolineato che gli intenti del provvedimento pongono l’obiettivo di razionalizzare in una sola ‘vision’ tutto ciò che concerne gli aspetti normativi, strutturali ed organizzativi del Nuovo Modello Difesa. Riforma che naturalmente assume aspetti e rilievo significativo in ragione del mutato quadro geo-strategico internazionale, particolarmente indicativo ed esponenzialmente rilevante nel corso degli ultimi anni.

Particolare non da sottovalutare inoltre, la direzione impressa alla strategia di sviluppo che, per sintetizzare, rivolgerebbe maggiore attenzione/espansione alla componente operativa accorpando, nel rispetto delle proprie pecularietà, competenze e duplicazioni di vertice in campi quali fra gli altri sanità, formazione, logistica.

Una struttura verticistica concentrata su modello Interforze.

Il contesto delineato ha reso consigliabile una strategia politica che dovrebbe consentire un diverso impiego delle risorse disponibili, negli investimenti in sistemi tecnologici e capacità professionale, intensificando gli investimenti in settori strategici quali ad esempio la cyber-sicurezza sia in termini di apparati tecnologici, sia pure in termini di alta formazione del personale.
Ineludibile, in tale processo preparatorio, la costituzione di tavoli di lavoro a connotazione interministeriale.

Gli interventi, lasciati liberamente ai delegati presenti come prassi consuetudinaria, hanno evidenziato soprattutto la criticità collegata ai seguenti aspetti:
Preoccupazione inerente la gestione delle future eccedenze, che da ‘numeriche’ diventeranno nel prossimo futuro anagrafiche. Diventa quindi essenziale risolvere lo stallo attuale che riguarda materie specifiche di competenza, come l’istituto dell’ARQ e le norme regolatrici nell’eventuale passaggio presso altre amministrazioni;
Necessità di conoscere tempi e modalità di attuazione della riforma, per armonizzare il passaggio dando la dovuta tranquillità a coloro che, stante eventuali ipotesi di determinazione di ogni successivo passaggio parlamentare, si troveranno nel periodo di transizione tra i due sistemi;
Attingere ed utilizzare, nella futuribile gestione del personale, le conoscenze professionali precedentemente acquisite cercando di premiare meritocrazia e preparazione. Istanze che, naturalmente, risulterebbero in profonda discrasia con ogni limite anagrafico imposto nelle procedure concorsuali interne;
Ricorso a sistemi di ammortizzatori sociali quali NASPI e premi di congedamento.
Ricollocazione di ulteriori basi/reparti nel territorio meridionale e nelle isole, certificando in qualche modo l’avvenuto mutamento delle minacce internazionali, la loro origine e i possibili sviluppi;

Nel proseguo degli interventi è emersa, da più Delegati, l’ineludibile esigenza a dover dar seguito alla Riforma della Rappresentanza Militare che diventa addirittura pregiudiziale ad un confronto reale e reciprocamente proficuo oltreché ( si auspicherebbe ) giuridicamente necessario.
Non sono mancati, ovviamente, i riferimenti al riordino delle carriere, e la richiesta di raccordo fra questo ed i provvedimenti di cui delega in attuazione delle predette linee guida di cui al Libro Bianco.

Nella sua replica il Ministro ha accolto positivamente e condiviso la necessità di riformare l’Istituto della Rappresentanza Militare, pur nella consapevolezza che le attuali posizioni politiche espresse in Parlamento, sede naturale di discussione, sono distanti. Consegnato pieno sostegno alle istanze che possano favorire la formazione del personale, condivisa inoltre la possibile nuova ‘vision’ operativa delle Basi/Reparti al Sud Italia richieste da più Delegati per l’occasione, sia per ragioni meramente strategiche sia per un segnale di attenzione alle richieste del personale, spesso proveniente da quelle terre, e che potrebbe esserne direttamente interessato.

L’ultimo passaggio, dove la Ministra ha voluto essere categorica al fine di non creare equivoci, lo ha riservato ai colleghi in ferma prefissata. Il Ministro ha ribadito che la situazione dei VFP4 attuali non sarà intaccata, restando normata dall’attuale quadro giuridico ribadendo le rassicurazioni già esplicitate nel corso di incontri precedenti.
Rispetto al futuribile rapporto 60 a 40 , nonostante le naturali resistenze di concetto, si può pensare ad una positiva e condivisa soluzione soltanto in presenza di inderogabili garanzie normative che non lascino incertezze di sorta nelle prospettive future delle persone e anemizzino ogni rischio di precariato.

Significativo il passaggio sui limiti temporali che riguarderanno per il futuro nuovo modello di difesa gli arruolamenti, questi si baseranno, per coloro che decideranno di indossare la divisa, su una ferma settennale ove intraprendere un percorso che specializzi i futuri Volontari e riservi, sempre nel futuro modello, per coloro che non transiteranno in servizio permanente effettivo, univoci ed esclusivi “corridoi” di immissione nel mondo del Lavoro.

Seguiranno nei prossimi giorni aggiornamenti collegati al Testo di Riordino delle Carriere, di imminente trasmissione per seguito di competenza alle commissioni Parlamentari.

Delegato CoCe.R. Interforze/A.M. Francesco Di Pietra
Delegato CoCe.R. Interforze/EI Marco Votano

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