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Donald Trump mostra i muscoli a Pyongyang, col Pentagono che invia caccia bombardieri in volo vicino al confine con la Corea del Nord. L’operazione – spiega il dipartimento alla Difesa Usa – «è per dimostrare che il presidente Usa ha molte opzioni militari per sconfiggere ogni minaccia». Da New York, dove parla davanti all’assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho avverte: il lancio di un missile sul territorio americano «è ancora più inevitabile – dice – dovranno pensarci due volte prima di lanciare offensive militari».

Nelle stesse ore la Cina taglia l’export di greggio e azzera l’import di tessile dalla Corea del Nord, attuando le ultime sanzioni dell’Onu decise poco più di una settimana fa in risposta al potente test nucleare di Pyongyang del 3 settembre. La decisone di Pechino è stata accompagnata per diverse ore dal giallo del sisma di magnitudo 3, 4 con epicentro vicinissimo al sito nucleare delle detonazioni di Punggye-ri: la China earthquake networks center ha parlato di terremoto causato «da esplosione» correggendosi in serata, mentre la Korea meteorological administration a Seul ha sposato la «causa naturale». Quanto basta per moltiplicare le ipotesi di un’azione di Kim Jong-un anche contro Pechino, poco dopo la minaccia di esperimento di bomba all’idrogeno nel Pacifico.

Nel frattempo sono state diffuse delle immagini ed un video che mostrano gli aerei americani bombardati da un missile Pukguksong . Le immagini provenivano da un sito di propaganda statale, la DPRK Today, e rilasciate poco dopo che i bombardieri americani hanno sorvolato la costa orientale della Corea del Nord.

Il video propagandistico coreano lancia un avvertimento severo agli Stati Uniti, con sottotitoli: “Se Carl Vinson dovesse guidare l’attacco statunitense, gli F35 e B-1B saranno sotterrati”.

Il sentimento anti-USA rimane forte a Pyongyang, dove un enorme manifestazione si è tenuta ieri. Decine di migliaia si sono riuniti a Kim II Sung Square per ascoltare i discorsi dei funzionari. I dimostranti hanno invocato “la distruzione totale”, mentre gli studenti hanno sfoggiato slogan con la scritta “morte agli imperialisti americani “.L’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, KCNA, ha dichiarato che oltre 100.000 persone hanno partecipato alla protesta di massa. “Stiamo aspettando il momento giusto per avere una battaglia finale con gli Stati Uniti, l’impero malvagio, e per rimuovere gli Stati Uniti dal mondo”, ha detto Ri Il-bae, un ufficiale comandante delle Guardie Rosse,al KCNA. “Una volta emanato l’ordine del comandante supremo Kim Jong-un, annulleremo gli aggressori”.

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