6
Shares
Pinterest Google+

L’iter legislativo del riordino è ormai alla fase conclusiva. Acquisiti i parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, non resta che l’approvazione definitiva che slitta alla prossima settimana con il termine perentorio del 29 maggio quale data limite per partorire il provvedimento.

“Dopo 20 anni ci aspettavamo un riordino che riformasse lo schema dei ruoli e delle carriere innovandolo e gratificando il personale – commentano i delegati Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna e Gianni Pitzianti –  Eravamo entusiasti, come tutti i delegati, all’idea di partecipare alla formazione di un riordino epocale slittato sempre per mancanza di fondi. Ora che invece i soldi ci sono, con ben 977 milioni di euro, il governo inseguendo chimere riformiste, è stato in grado di partorire un ibrido pasticciato che di riordino ha solo il nome, ma in che in realtà scontenta molti.

Insomma – prosegue La Fortuna – sono convinto che con un miliardo di euro si poteva e si doveva fare di più di un semplice incremento parametrale che per il ruolo degli appuntati si traduce in pochi spicci. Per non parlare della beffa che tutti avremo a gennaio 2018, infatti nonostante mesi di lavoro, dibattiti, polemiche e fiumi di euro, il saldo della busta paga della maggior parte dei militari sarà comunque negativo perché sarà eliminato definitivamente il “bonus sicurezza”.

Credo che la migliore chiave di lettura – conclude La Fortuna – da anteporre a qualsiasi disquisizione sul riordino sia quella di premettere come articolo 1 dello schema: “Vi togliamo 80 euro, ve ne diamo 20 ed abbiamo speso un miliardo di euro”. Basterebbe tale vergognoso presupposto per fare capire perché il mio entusiasmo iniziale si sia parecchio attenuato, lasciando il posto all’insoddisfazione e la rabbia di aver perso, ancora una volta, la giusta occasione.

Loading...