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Le prossime mosse del governo, le mire recondite del ministero della Difesa, gli obiettivi palesi, il nodo di De Giorgi e i primi subbugli in Parlamento per l’attivismo dell’esecutivo. Fatti e indiscrezioni raccolti da Michele Arnese e Gianluca Zapponini per Formiche.net.

IL CASO DE GIORGI E I DOSSIER SUL TAVOLO

Sono alcuni dei dossier in cantiere tra governo, Parlamento e forze armate in questi giorni. Per questo tra gli addetti circola in particolare una domanda. Ma che cosa sta succedendo davvero tra Difesa, Marina e Parlamento? Da una parte c’è il ministero guidato da Roberta Pinotti che punta ad aumentare la propria presa sulle Forze Armate, accelerando l’attuazione di quei principi contenuti nel testo unico della Difesa, il cosiddetto Libro Bianco, approvato lo scorso anno. Dall’altra c’è la commissione Difesa della Camera, dove si registra già una certa trepidazione per l’arrivo del pacchetto di modifiche, previsto per la prossima settimana. In mezzo una Marina, sotto tiro per il caso De Giorgi, che rischia di accusare il colpo della riforma voluta dal ministero più delle altre forze, visto che storicamente le divise bianche sono quelle che hanno maggiormente rivendicato la propria indipendenza nella gestione dell’arma.

COSA VUOLE FARE IL MINISTERO DELLA DIFESA

C’è un punto fermo da cui partire. La Difesa, come hanno confermato a Formiche.net ambienti del dicastero retto da Pinotti, vuole mettere in fretta mano all’ordinamento militare, arricchendolo con quelle norme che recepiscono i canoni del Libro Bianco. Le modifiche riguarderebbero in particolare alcuni tra i capitoli più delicati, come la governance di Marina, Areonautica ed Esercito, la gestione del personale, ovvero gli avanzamenti di carriere, e una generale riorganizzazione degli investimenti (uffici acquisti e armamenti). Dunque, l’obiettivo (non dichiarato) del Ministero è “mettere finalmente (ancora di più sotto il cappello del ministero) alcuni settori strategici delle tre forze armate (come l’acquisto e la gestione degli armamenti), su cui fino ad oggi ogni forza ha scelto in sostanziale autonomia a prescindere dalle reali esigenze del Paese.

LE DIVERGENZE PINOTTI-DE GIORGI

L’attivismo della Difesa, dicono i medesimi ambienti, c’entra poco o nulla comunque con le recenti vicende che hanno travolto De Giorgi. Il Libro Bianco infatti risale a un anno fa. Ma più di un osservatore del settore vede invece nell’offensiva della Pinotti una risposta a un capo della Marina piuttosto insofferente ai dettami contenuti nel Libro Bianco, laddove si parla per esempio di “struttura più snella, senza duplicazioni o ridondanze, complessivamente più efficiente ed economica”.

COSA SI DICE IN PARLAMENTO E FRA I 5 STELLE

L’accelerazione della riforma delle forze armate non scalda però il cuore di tutti. In commissione Difesa della Camera, ad esempio, dove il pacchetto dovrà approdare per essere vagliato e sottoposto a parere da parte delle diverse forze politiche. Dalle indiscrezioni raccolte da Formiche.net in Parlamento, emergono i primi sbuffi del Movimento 5 Stelle, che la settimana prossima redigerà il proprio parere. “La riorganizzazione della Difesa è condivisibile, ma credo che manchi un obiettivo comune, che miri a mettere sotto controllo tutte e tre le forze armate e non solo la Marina”, dice un esponente del movimento fondato da Beppe Grillo. L’impressione dei pentastellati è insomma che la mossa della Difesa sia proprio volta a imbrigliare un po’ di più la Marina dopo le vicende di questi giorni, senza stabilire regole uguali per tutti. “Oggi è l’ammiraglio, domani può essere il capo dell’Aeronautica, la riforma deve essere universale e non concepita solo in chiave Marina”. Per questo “nel nostro parere proporremo delle modifiche, volte soprattutto a garantire un’applicazione totale della riforma”, conclude l’esponente grillino. Un po’ più di cautela trapela invece dalle parti del gruppo misto, dove si attende di saperne un po’ di più dai testi che la Difesa invierà a giorni.

LE SPERANZE DELLA DIFESA E LA TABELLA DI MARCIA

Nonostante i possibili ostacoli che le modifiche potrebbero incontrare in commisione, dal ministero della Difesa ostentano ottimismo sulla riuscita dell’operazione. Aspettandosi un largo consenso a Montecitorio, forse corroborato dall’effetto emotivo che i fatti di questi giorni stanno suscitando, Ma, soprattutto, dicono dal ministero, si tratta di proposte attese da tempo e dunque impossibili da rimandare. Le modifiche, se non ci saranno intoppi,  arriveranno sul tavolo della commissione tra lunedì e martedì, con l’arrivo dei primi pareri già mercoledì, da votare in giornata. Poi si entrerà nel merito della riforma.