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Qualche mese fa il ministro Boschi nell’ambito
della riforma della Pubblica amministrazione, aveva paventato la possibilità
che forestale e Penitenziaria andassero a far parte di un unico corpo con la
Polizia di stato il piano, pero, deve già fronteggiare il primo intoppo.

Spiega,
infatti, Emanuele Fiano, responsabile della sicurezza della segreteria del PD,
che è “impossibile l’accorpamento tra Polizia e Penitenziaria per una
incompatibilità stabilita da una direttiva europea. Dunque niente polizia di
giustizia così come gli agenti delle carceri sarebbero stati chiamati, perché chi
trasporta un detenuto non può coincidere con chi il detenuto lo arresta.
Inoltre,
è difficile immaginare che la gestione delle carceri, così delicata e complessa,
possa passare con facilità dalla attuale competenza della Giustizia a quella
dell’interno.
Resta, dunque, la forestale:in 7500 potrebbero diventare polizia
ambientale ed andare a rinforzare le file della Polizia di Stato. Il risparmio
per lo stato potrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro
. Innanzitutto verrebbe
cancellata la poltrona del comandante generale, con stipendio da 320mila euro
poi tutto lo staff ed i 20 comandanti regionali. I maggiori risparmi, comunque,
verrebbero dalle sedi periferiche, dagli acquisti, dalla logistica, dalla
manutenzione dei mezzi.
E i Carabinieri? In questi giorni di presunti accorpamenti ed indiscrezioni l’Arma rimane intoccabile. Sfiorata solo da una possibile unificazione con la Guardia di Finanza, ma nulla di concreto. Qui le poltrone sono diverse, tanto da instaurare una guerra per la scalata ai vertici.

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