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Questa battaglia non è riuscita a vincerla. Mille altre sfide aveva affrontato, con la sua divisa più amata, la mimetica del Reggimento San Marco. E’ morto Roberto Maruccia, tarantino di nascita, brindisino d’adozione. Avrebbe compiuto 51 anni il prossimo 7 novembre. Roberto era uno tosto, non per niente aveva alle spalle trent’anni di Marina, sempre con la mimetica del San Marco. Missioni di pace in giro per il mondo. E poi la sua seconda passione, quella per la pallacanestro: l’Asterix ,una squadra di basket femminile, il recente legame con la Polisportiva Bozzano. I camp estivi organizzati con i più grandi campioni italiani.

Da circa un anno era stato colpito da una gravissima malattia contro la quale ha combattuto, come sempre, con tutte le sue forze. Continui viaggi al nord, terapie durissime. Sempre assistito dalla moglie Rossella. “Era un gigante buono”, ricorda Gino Verardi che con lui aveva lavorato per anni nei servizi di sicurezza organizzati per gli eventi.

All’ultima Festa della Marina, nella piazza d’Armi del Castello svevo a lui tanto cara, aveva ricevuto dal comandante la Medaglia Mauriziana, un riconoscimento generalmente riservato a chi supera 50 anni di carriera militare.

Su Facebook aveva scritto recentemente: “Oggi sono stato forte anche se mi sentivo debole. E credo che ciò mi abbia permesso di diventare persona migliore. Non dipendo più dagli altri, al contrario, so di poter fare qualsiasi cosa da solo. Oggi ho imparato cos’è la vera libertà”.

E’ spirato intorno alla mezzanotte. La camera ardente è stata allestita presso l’ospedale Perrino.
Per mare, per terram, Roberto.

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