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A Foggia dopo la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza sui fatti avvenuti ieri a San Marco in Lamis, conferenza stampa del ministro dell’Interno Marco Minniti che annuncia: “La risposta dello stato italiano sarà durissima”.

È una questione che riguarda il Paese – dice Minniti – il contrasto al crimine in questa provincia per garantire la tranquillità di cittadini e turisti. Qui è forte l’influenza del traffico di droga con l’Albania. Le misure da mettere in campo seguono tre filoni d’intervento. I sindaci sono alleati e parte attiva in una battaglia di civiltà con una rivolta morale dei cittadini.

Le nuove forze annunciate dal Ministro dell’Interno sono 192 uomini che proverranno da reparti prevenzione crimine della polizia, carabinieri e baschi verdi della Guardia di finanza. Tra essi 24 carabinieri dei “Cacciatori di Calabria”. Sarà inoltre costituito in pianta stabile a San Severo un reparto prevenzione crimine della polizia di Stato.

Oltre al controllo del territorio, servono rinforzi della capacità investigativa. Saranno trasferite aliquote del servizio centrale operativo per la squadra mobile di Foggia, del Ros per i carabinieri e dello Scico per la Guardia di finanza.

E infine l’uso delle moderne tecnologie: per ciò si dovrà firmare presto – forse entro agosto – un protocollo d’intesa con il Pon Sicurezza e il Por della Regione Puglia per sperimentare in provincia di Foggia le tecnologie migliori contro il crimine. Questo è un quadrante strategico per la sicurezza del nostro Paese. Ogni due mesi sono previste a Foggia riunioni per fare il punto della situazione.

Il presidente pugliese Michele Emiliano rivolto ai sindaci: è accaduto un evento che richiede di prendere partito, di schierarsi. La regione cercherà di sostenerli, insieme con l’Anci. Sono giorni difficili, don Ciotti ha comunicato di aver scelto Foggia per la giornata del ricordo delle vittime di mafia il 21 marzo del 2018. E’ il Gargano che combatte la mafia, non più indolente e immobile. C’è voglia di vincere le organizzazioni criminali, insieme alle forze dell’ordine.

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