17
Shares
Pinterest Google+

Se c’e’ una cosa su cui molto si discute in questo periodo quando si parla delle prospettive dell’Europa e’ il fatto che la messa in comune di assetti e capacita’ le piu’ moderne e efficienti possibili sul terreno della difesa puo’ essere una delle risposte in avanti che oggi l’Ue da’ alle proprie difficolta”. Cosi’ il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, in cui, ha annunciato, c’e’ stato il varo del Ddl ‘sulla riorganizzazione del nostro sistema di difesa, che in questi anni e’ stato discusso come Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, il cui obiettivo e’ dare sempre più efficienza, modernita’ e capacita’ allo strumento difesa, che per noi e’ davvero di straordinaria importanza’. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri si intitola ‘Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonche’ per la riorganizzazione del sistema della formazione”.

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra della difesa Roberta Pinotti, ha quindi approvato un disegno di legge di delega al Governo per la riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture, la revisione del modello operativo delle Forze Armate, la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze Armate e la riorganizzazione del sistema della formazione.

Riportiamo l’intervento del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.

“Cominciamo dal Libro Bianco della Difesa, questo è il documento che ha ispirato il provvedimento di legge che abbiamo approvato durante il consiglio dei ministri. E’un provvedimento molto importante ed a cui stiamo lavorando da tre anni. Ci abbiamo lavorato con una modalità piuttosto nuova, partendo da alcune linee guida sulle quali si è sviluppato un dibattito di cultura della difesa a 360° con un confronto continuo di tutti i vertici delle forze armate, anche aprendo una canale web in cui raccogliere commenti.

Un grande lavoro perché la Difesa è sempre più centrale nelle esigenze del mondo ed avevamo bisogno di ricalibrare obiettivi generali e nello stesso tempo ragionare sul fatto che abbiamo uno strumento che sta diventando più piccolo, nel senso che stiamo passando da un modello a 190.000 uomini a 150.000 uomini, oggi siamo a 167.000 quindi siamo in linea con il decremento a 150.000 entro il 2024; stiamo anche riducendo il personale civile della Difesa. Insieme a questo ci siamo posti il quesito su come essere più efficienti, più moderni, più efficaci evitando duplicazioni.

C’è una delega particolarmente importante, quella che riguarda il personale. Oggi abbiamo l’82% di persone che hanno un contratto a tempo indeterminato, cioè entrano nelle forze armate e rimarranno sino a fine carriera, ed abbiamo quindi solo un 18% di coloro che nelle forze armate permarranno solo un periodo. QqqqQuesto produce un effetto invecchiamento drammatico e per il tipo di lavoro che fanno i militari è un problema che dobbiamo affrontare. L’età media attuale dei nostri militari è di 38 anni. Quello che ci proponiamo con la delega è di costruire un modello costituito dal 60% di chi permane in servizio permanente ed un 40% di personale che sarà poi accompagnato a svolgere lavori diversi.

Un’altra novità riguarda una figura tenuta insieme oggi dal generale Carlo Magrassi, il segretario generale della Difesa ed il direttore nazionale degli armamenti, in futuro ci sarà un direttore nazionale degli armamenti e responsabile della logistica Fino ad oggi la logistica è stata suddivisa fra le varie forze armate, in modo da produrre a parità di risorse un maggiore effetto positivo delle risorse assegnate.

Il segretario generale invece sarà un civile, in Francia è un civile, in Inghilterra è un civile in Germania si può scegliere tra un militare o un civile, in questo modo il segretario della Difesa  diventerà esclusivamente un dirigente amministrativo.

Voglio comunque rimarcare che il tema principale che caratterizzerà il futuro delle forze armate sarà non avere militari troppo anziani.”

A tal fine, sono individuati quattro ambiti di intervento:

  1. la revisione della governance, con l’obiettivo di ridurre il livello di risorse umane e finanziarie necessarie per le funzioni di direzione e supporto, a parità di capacità operative esprimibili, consentendo una più efficace direzione politica e un’azione armonica e sinergica delle diverse componenti dello strumento militare;
  2. l’adeguamento del modello operativo, mediante: il passaggio da una visione interforze delle Forze armate ad una maggiore integrazione fra le varie componenti, nel rispetto degli specifici domini di azione; l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali; la riduzione dei livelli gerarchici e la semplificazione delle procedure; il rafforzamento delle capacità operative dello strumento militare con quelle delle organizzazioni internazionali di riferimento;
  3. la conseguente rimodulazione del modello professionale, da realizzare mediante un incremento della aliquota di personale a tempo determinato e un proporzionale decremento di quella del personale in servizio permanente, in modo da assicurare la graduale diminuzione dell’età media dei militari in servizio;
  4. la politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa nell’ambito delle relative attribuzioni, con l’introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l’industria e il mondo universitario e della ricerca.

Attraverso il progetto di riforma, inoltre, lo strumento militare risulterà più allineato con quelli degli altri principali Paesi europei e questo favorirà una maggiore collaborazione nel campo della sicurezza e difesa europea.

Previous post

I FUTURI VICE ISPETTORI…RINGRAZIANO, SPERANDO DI ESSERNE ALL’ALTEZZA!

Next post

TAR SU MILITARIZZAZIONE CORPO FORESTALE: “LA COSTITUZIONE GARANTISCE IL DIRITTO AL LAVORO MA NON ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO”