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E’ disponibile il cedolino “post riordino” del Bonus Comparto Sicurezza e Difesa con valuta 24 ottobre. Cerchiamo di spiegare la situazione “ritenute” partendo dal principio. Gli 80 euro netti mensili sono stati previsti, in prima battuta, dalla Legge di Stabilità 2016 – art. 1 comma 972 legge dicembre 2015 n. 208 – per il personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate. Si tratta di un contributo netto, non soggetto a limiti di reddito, ad Irpef e a contribuzione previdenziale (non utile quindi ai fini previdenziali) (clicca qui per approfondire). Detto contributo straordinario è stato poi prorogato per l’anno 2017 con la previsione di erogarlo in unica soluzione (nei mesi di ottobre, novembre, dicembre) con maturazione del rispettivo previdenziale.Dei 350 euro presenti nello statino occorre sottrarre il 9.17 per tutti (corrispondenti alle ritenute previdenziali). Il secondo step è relativo alla tassazione ordinaria e muta a seconda dell’aliquota, ovvero se la percentuale di tassazione corrisponde al 38% l’importo sarà di 197 euro (350 – 9.15% – 38% = 350 – 32 – 121) se, invece, l’aliquota è al 27%  l’importo corrisponderà a 232 euro (350 – 9,15% – 27% = 350 – 32 -86).

“Questa operazione, quindi, – scrive il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia –  grazie al sindacalismo serio ha permesso di indirizzare risorse economiche una tantum non più disponibili dal 1 gennaio 2018 in un quantum fisso, utile alla formazione delle pensione, per tutto l’arco della vita lavorativa. I novelli Arlecchini in maniera vile diffondono notizie fasulle al fine di creare confusione, agitazione ed apprensione nei colleghi. Ma sono gli stessi che hanno definito gli 80 euro una mancetta inutile ai fini pensionistici, per poi passare a lamentare che per il 2017 non ci sarebbero stati e completare l’opera, oggi, stracciandosi le vesti perché non ci sono più nella veste di una tantum.” Leggi di più: wordpress optimization .

Spendere circa un miliardo di euro e creare malcontento non è semplice, eppure la situazione attuale è proprio questa. Una banale riparametrazione travestita dall’esigenza di un riordino dei ruoli e delle carriere improrogabile, con tanto di messaggio video del ministro della Difesa. “Che si trattasse di un gioco delle tre carte lo diciamo da tempo – commenta il delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna – (per approfondimenti clicca qui e qui), ma in molti hanno preferito credere alle favole. A breve sarà definito anche il rinnovo contrattuale, e con le risorse messe sul piatto dal governo, anche in questo caso, si tratterà di pochi spicci che non compenseranno assolutamente 8 anni di blocco contrattuale. Ci ritroveremo ad aver speso miliardi, ad aver completato il riordino delle carriere e rinnovato il contrattato ed uno stipendio che, nella migliore delle ipotesi, raggiungerà, a malapena, quello del mese scorso.”

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