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(di Giuseppe Scarpa) – Il cuscinetto ha ceduto “di schianto”, ha fatto perdere il controllo al pilota e il blindato si è ribaltato. C’è un difetto di fabbrica del Lince all’origine di un incidente che causò la morte di un soldato e il ferimento di altri due militari. Il blindato si ribaltò di notte, in una strada sterrata, durante uno spostamento da Herat a Shindadin, in Afghanistan, il 15 ottobre del 2009.

All’inizio la colpa del disastro venne scaricata sulle spalle di Nicola Losito, il militare che era alla guida e che per anni è stato indagato per omicidio colposo perché responsabile della morte del collega, il caporal maggiore Rosario Ponziano (25 anni) in forza al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti di Bolzano. La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione della posizione di Losito tessendo anche le lodi sulla sua condotta alla guida del blindato e contemporaneamente, in un nuovo fascicolo d’indagine, ha messo nel mirino l’Iveco, la casa costruttrice del mezzo in dotazione all’esercito italiano. “Per accertare le eventuali responsabilità del costruttore – scrive il pubblico ministero Laura Condemi – è stato disposto lo stralcio del presente procedimento, per cui si proseguirà separatamente”.

L’inchiesta però dovrà essere trasferita per competenza territoriale dalla Capitale a Bolzano. È in questa città infatti che si trova lo stabilimento in cui si assembla il Lince. Ciononostante gran parte delle indagini sono state fatte a Roma proprio per verificare la posizione del militare (Losito) inizialmente indagato.Ed è proprio dalla relazione che il magistrato ha affidato al consulente tecnico, l’ingegnere Ricciardi, che emergono chiare due cose: prima di tutto il difetto riscontrato nel mezzo e poi la successiva dinamica dell’incidente. Il pm infatti precisa che c’è “un’unica causa nel sinistro e si individua in un guasto meccanico”.

L’ingegnere Ricciardi entra nel dettaglio del guasto e scrive di un “cedimento di schianto della boccola (un cuscinetto, ndr) di collegamento lato telaio del tirante trasversale della sospensione posteriore sinistra del blindato condotto dal Losito”. Ecco allora che “la rottura della boccola ha generato l’ingovernabilità del mezzo e l’assunzione di una traiettoria anomala che l’ha portato a fuoriuscire dalla sede stradale”.Il pubblico ministero, grazie al lavoro del perito, si sofferma poi sulla qualità del pezzo difettoso e precisa che l’ingegnere “ha evidenziato una resistenza del materiale metallico della boccola notevolmente inferiore a quella indicata dal costruttore Iveco”. Infine nel provvedimento depositato lo scorso maggio il pm Condemi solleva da ogni responsabilità Losito. Il militare “procedeva a una velocità compatibile con le caratteristiche della strada e reagiva correttamente alla percezione dell’anomalia, tentando di evitare di uscire dalla sede stradale”. L’Iveco, contattata da Repubblica, ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. (Repubblica.it)

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