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La Guardia costiera italiana sarà dotata di armamenti che potranno essere utilizzati durante le operazioni di recupero dei migranti. È quanto riporta Chiara Giannini per il Giornale.it.

La nuova misura è stata presa con una direttiva del comando generale del corpo delle Capitanerie di porto e, quindi, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche in seguito all’ultimo episodio che ha visto una motovedetta essere oggetto, a 30 miglia dalle coste libiche, di raffiche di mitragliatrice a scopo intimidatorio da parte dei guardacoste di quel Paese. Gli stessi, peraltro, addestrati proprio in Italia. Un «incidente» che ha creato non pochi imbarazzi e che avrebbe indotto il governo libico a scusarsi con quello italiano per «l’errore». L’imbarcazione libica avrebbe, infatti, scambiato la motovedetta della Guardia costiera Italiana per un barcone di migranti.

Segno che il rischio, per i nostri militari, c’è ed è alto. Da anni la rappresentanza militare della Guardia costiera chiede il minimo di armamento a bordo delle sue unità per l’emergenza migranti, per potersi difendere, soprattutto nell’immediato, prima che possa intervenire la cosiddetta cornice di sicurezza. Era stato il rappresentante del Cocer CP, Antonello Ciavarelli, a chiedere a più riprese misure di questo tipo.

Cogliendo le richieste della rappresentanza militare, il ministro dei trasporti, Graziano Del Rio, nell’aprile di un anno fa, aveva risposto a un’interrogazione parlamentare promettendo armamenti e formazione in modo accurato. Affermazione, a quanto pare, mantenuta con l’emissione della direttiva dirigenziale con la quale (in modo sperimentale e fino a novembre prossimo) il personale della Guardia costiera potrà armarsi per gli incarichi a rischio.

Il personale a terra e a bordo potrà quindi essere armato «per attività di polizia giudiziaria preordinate aventi a oggetto atti invasivi della libertà personale, attività, anche in concorso con le altre forze di polizia, per il mantenimento dell’ordine pubblico, attività di boarding team, attività svolte nei porti e a bordo di unità sia di tipo commerciale, incluse le attività di pesca, sia da diporto in occasione di controlli inerenti la maritime security e antiterrorismo, nei controlli dei flussi migratori e controllo della folla a bordo, nel trasporto scorta e tutela di personalità». Il materiale in dotazione potrà essere di coazione fisica (manette o fascette, bastone di difesa in gomma, bastone telescopico) o di protezione e difesa (elmetto/ casco protettivo balistico, giubbotto antiproiettile, scudo protettivo, casco protettivo non balistico, occhiali e cuffie per la protezione dell’udito, guanti, metal detector, rilevatori di esplosivi, radio portatile, cinturone, porta caricatore da cinturone, fondina, fondina ascellare, porta manette da cinturone) e, ovviamente, armi corte e lunghe.

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