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Riportiamo la lettera di Antonello Ciavarelli Delegato del Cocer Marina militare – Guardia costiera al direttore del giornale “La Verità” del 7 maggio 2017.

Gentile direttore, faccio riferimento agli articoli apparsi sul giornale da lei diretto, sia in data 25 aprile dal titolo «Lo scandalo della Guardia costiera», e sia in data 5 maggio dal titolo «La nostra Guardia costiera ha stabilito che le spetta di gestire il Mediterraneo». Mi consenta di evidenziare che il personale che ho l’onore di rappresentare a volte è in mare anche per 24 ore d’inverno con mare forza 6/7 con le motovedette a centinaia di miglia dalla costa. Tutto ciò per circa 3 euro all’ora oltre le 8 ore di lavoro. Quindi rischiano la vita esclusivamente per salvare altre vite umane in coerenza con la nostra più che bimillenaria cultura.

lo stesso, in tutte le sedi istituzionali, ho evidenziato che l’attività di soccorso continua a essere garantita da Nord a Sud, oltre alle attività di polizia marittima, ambientale, di controllo di tutta la filiera della pesca, l’amministrazione dei porti, ecc. Tutto ciò con soli 11.000 militari. In termini di contrasto all’immigrazione clandestina il nostro Nucleo speciale investigativo del comando generale qualche mese fa, in tre importanti operazioni, ha arrestato ben 26 delinquenti appartenenti a criminalità organizzate dediti al traffico di esseri umani. Sono state disarticolate due cellule operative di collegamento facenti capo a organizzazioni criminali internazionali che gestivano l’intera tratta dall’Africa all’Europa. Attività (com-presa l’estradizione) svolta in maniera esclusiva dalla Guardia costiera.

Tutto ciò a parte le tante centinaia di scafisti arrestati. Perché i politici e la stampa non hanno mai preso una posizione al fine di riconoscere lo status di pubblica sicurezza agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della Guardia costiera al fine della tutela fisica e giuridica e di una azione ancora più incisiva?

Oltre le nostre zone di ricerca e soccorso (Sar) non ci sono porti sicuri per i naufraghi che sono anche migranti e richiedenti asilo. Si auspica che questo giornale continui con senso di verità a stimolare la politica a risolvere le questioni internazionali senza scaricare i problemi sugli uomini della Guardia costiera che rischiano la vita nell’attività di soccorso e di polizia.”

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