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«IO POLIZIOTTO CON LA TUBERCOLOSI. POCHE TUTELE, NORME VIOLATE»

(di Fabio Di Chio)
– «Come poliziotto ho assistito gli immigrati che sbarcavano in Sicilia ed ecco
qual è stato il risultato. Ho contratto la tubercolosi.

Sono risultato positivo
al test di Mantoux. E il controllo non mi è stato fatto d’ufficio. L’ho
richiesto io al ministero dell’Interno quando sono rientrato dall’isola». La
testimonianza dell’agente Alberto Mancini, 50 anni, romano, da cinque anni nella
task force di rinforzi che invia l’Immigrazione nelle Questure d’Italia in
piena emergenza sbarchi, è un sassolino che diventa valanga. Ieri negli uffici
della Questura capitolina il sindacato di polizia Consap ha annunciato una
class action contro il Viminale, sostenuta dall’Assotutela rappresentata
dall’avvocato Luisa Ciocchetti, annunciando anche l’invio di un questionario
che gli operatori possono riempire e spedire al mittente, aderendo alla futura
battaglia legale. Il segretario nazionale della confederazione, Giorgio
Innocenzi, contesta la «sempre minore attenzione nei confronti di chi difende e
garantisce la sicurezza nelle operazioni di accoglienza dei profughi». Il
legale sostiene «come vi sia stata, da parte degli organi preposti, una reiterata
violazione della normativa in materia».
Dopo anni di
Commissariato e lavoro al Reparto scorte, Mancini è passato alla Direzione
centrale immigrazione e frontiere del prefetto Pinto. Fa parte dell’Uri (Unità
rapida intervento), nata nel 2009 con 27 persone d’organico. «A maggio sono
stato spedito ad Augusta, nel Siracusano. C’è stato uno sbarco di oltre mille
profughi. Ero lì». E c’era anche il suo collega Daniele Contucci, che ieri
presentava la class action. «Loro scendevano dalla nave e noi – continua Mancini
– svolgevano le prime pratiche per le identificazioni. I soldati dell’Esercito
erano bardati, avevano tuta protettiva, mascherina e occhiali di protezione.
Noi no». Avevano la maschera di Zorro – è la chiosa – La Direzione centrale
avrebbe disatteso le circolari che sono state diramate negli ultimi anni e che
sono state via via perfezionate prevedendo nuove misure di sicurezza sempre più
adeguate alla situazione. I documenti hanno coinciso con le ondate di profughi:
nell’aprile 2002, poi nel marzo 2009. E l’ultima, il 4 luglio scorso, firmata
proprio dal capo della Polizia, Alessandro Pansa. Nel testo si parla di
«screening periodici nei confronti del personale ritenuto particolarmente
esposto». Ma la Consap (e Mancini) dice che «questo succede solo due volte
l’anno».
La Direzione del
prefetto Pinto non replica alla Confederazione. Stando a indiscrezioni, si
sottolinea solo che la responsabilità di applicare le circolari è delle
Questure che gestiscono il personale, e che se l’Assotutela se la prende col
dirigente Pinto è perché lo aveva già accusato di aver ottenuto rimborsi non
dovuti quando era questore di Oristano e poi di Modena. Questione per la quale
il prefetto ha querelato l’associazione per diffamazione. Ma ormai è psicosi
contagio. Secondo la Consap, ieri dopo lo sbarco di 530 immigrati, il 90% dei
poliziotti di Palermo ha dato forfait perché «temono la possibilità di venire
contagiati dagli immigrati in arrivo dal nord Africa». La Questura palermitana:
«Si è trattato di una percentuale esigua».

Fonte: Il Tempo

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