36
Shares
Pinterest Google+

(di Lino Lava per il Gazzettino.it) – Era mattina presto ieri quando gli investigatori della Polizia postale di Venezia sono arrivati a Ponso. E si sono diretti subito nel centro del paese dove si trova la caserma dei carabinieri. C’era tanto imbarazzo, ma gli agenti della Postale hanno dovuto esibire al sottufficiale di turno della stazione dei militari dell’Arma un ordine di perquisizione. Assieme a loro anche colleghi dell’Arma.

Certo, i compiti degli investigatori della Polizia postale adesso sono quelli di controllare il traffico in web e di perseguire i cittadini che usano internet per reati di ogni genere, dalla truffa alla pedopornografia. E ieri mattina gli agenti della Postale sono arrivati a Ponso per indagare su come viene usato il web all’interno della caserma. L’indiscrezione esce dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia. Due militari, di stanza nella caserma di Ponso, userebbero il web per loro presunte manie pedofile.

Ovviamente, ciò sarebbe avvenuto fuori dagli orari di servizio. Ma i risultati delle indagini della Postale direbbero che i contatti con alcuni siti di minori, vietati e messi al bando, avrebbero avuto luogo dentro le mura della stazione di Ponso. Due i militari coinvolti nell’inchiesta, che è ad ampio raggio. Ieri mattina gli investigatori della polizia avrebbero perquisito le camere dei due militari, che alloggerebbero in caserma. E sarebbe stato trovato del materiale pedopornografico. Tutto è avvenuto nella massima riservatezza.

AGGIORNAMENTO

Sono stati sequestrati dei computer. Uno dei due carabinieri avrebbe già dimostrato di non aver nulla a che fare con le accuse che gli vengono mosse. L’altro ha dato ampia disponbilità per chiarire la sua posizione

Previous post

PROCURATORE: “NON SONO INDAGATI I CARABINIERI CHE HANNO FERITO L’IVORIANO E NESSUN TRATTAMENTO SEVERO”

Next post

CARABINIERI: GRADUATORIA FINALE 22° CORSO ALLIEVI VICE BRIGADIERI