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Si è accovacciato a terra e ha fatto da scudo umano al piccolo Kelvin, proteggendolo dalla folla impazzita che fuggiva da piazza San Carlo a Torino. Protagonista di questo gesto eroico è Federico Rappazzo, soldato 25enne. La foto dell’atto eroico è ora simbolo degli incidenti di sabato sera.

“Ho solo dato una mano”

Il suo abbraccio ha protetto il piccolo tifoso. Poi, come Rappazzo racconta su Il Corriere della Sera gli ha detto: “Non arrenderti, ora ti portiamo in ospedale”. E così è stato: lo ha portato in ospedale. Ma il 25enne non si monta la testa, anzi: “Non penso di aver fatto nulla di eccezionale — ha spiegato—. Ho notato un bambino che soffriva e gli ho dato una mano. Con me c’erano altre persone, non ero solo. La cosa più importante e urgente era portarlo in ospedale. Ho cercato di farlo in sicurezza. Ora spero che tutto vada bene”.

Kelvin, il piccolo bimbo cinese di 7 anni, è ricoverato da quella notte in terapia intensiva nell’ospedale pediatrico Regina Margherita. Le sue condizioni stanno migliorando. Sempre al suo fianco la mamma, il papà, che fa il ristoratore nel quartiere Mirafiori, e la sorella Angela, 20 anni, che lo aveva accompagnato sabato a vedere la partita al maxi schermo in piazza. (di Gabriele Bertocchi per il Giornale.it)

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