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Il capitano del famoso «Vada a bordo…» a Schettino, lascia per tre anni il corpo delle capitanerie di porto e passa alla marina militare dove si occuperà di demanio marittimo. Da anni chiedeva, inascoltato, un incarico operativo. E’ quanto scrive Marco Gasperetti per il Corriere.it.

Gregorio de Falco è stato trasferito. Il comandante del famoso «torni a bordo…», gridato al telefono la notte della sciagura della Costa Concordia al comandante Francesco Schettino, sbarcato dalla sua nave che stava affondando con molti passeggeri ancora da salvare, è stato trasferito a Nisida, tra Napoli e Pozzuoli, dove si trova il comando logistico della marina militare. Dunque il capitano di fregata italiano più famoso al mondo non solo lascia la sede della capitaneria di porto di Livorno, ma anche lo stesso corpo delle capitanerie per un distacco, per ora di tre anni, nella marina militare.

Da tempo de Falco lamentava di essere stato estromesso, dopo il naufragio della Concordia e la sua esposizione mediatica, da ogni azione operativa e di essere stato confinato in un ufficio minore. Nonostante l’abnegazione sul lavoro e quella telefonata che per molti ha salvato l’onore della marineria italiana, de Falco non è stato promosso come invece accaduto ad altri colleghi. Dunque anche questo trasferimento è un provvedimento punitivo? «Assolutamente no – risponde de Falco -. Sono stato io a chiedere di tornare a Napoli ed avere un incarico con una certa responsabilità e mi è stato offerto questo che ho accettato. Ho lasciato Livorno venerdì ed ho iniziato il nuovo incarico lunedì. Saluto con profondo affetto i livornesi, di cui mi sento un po’ concittadino, che mi sono stati sempre vicini e spero di poterli riabbracciare presto».

Gregorio de Falco sta organizzando un nuovo ufficio del demanio militare, inserito nel reparto infrastrutture della marina, di cui sarà responsabile. Il trasferimento dell’ufficiale però non placa le polemiche di chi (e sono molti) ritiene che de Falco sia stato penalizzato dopo la vicenda Costa Concordia e allontanato. Tutti si aspettavano una sua promozione e invece il comandante fu trasferito in un ufficio nel quale, come ha sempre sostenuto lo stesso de Falco, «ho un compito di nessun rilievo».

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