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Il COCER della  Guardia Costiera interviene sulle dichiarazioni del Senatore Paolo Romani che accusa i vertici del Corpo di non uniformarsi alle disposizioni dell’esecutivo in merito ai rapporti con le navi delle O.N.G. ed “anche di valutare l’assorbimento del Corpo nella Marina Militare”.

A riguardo il delegato del Cocer Antonello Ciavarelli spiega che «i sacrifici svolti dal personale sono enormi. Non si tratta solo di salvare vite umane ma di gestire eventuali scafisti armati, eventuali malattie e ordine pubblico a bordo e nei porti. Tutto ciò senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo rispetto alle ordinarie attività. Per ciò che concerne gli aspetti normativi vi è da tenere ben presente che tali naufraghi sono anche migranti, richiedenti asilo e richiedenti status di rifugiati politici. Per cui il primo porto utile è l’Italia. Per quanto riguarda il caso del trasbordo di migrati da una nave ONG che non ha voluto uniformarsi al codice di condotta ed unità della Guardia Costiera, sono convito che il tutto sia stato in coordinamento con il Ministero degli Interni, perché non potrebbe essere diversamente. Viceversa mi dispiace che né la stampa e tanto meno la politica valorizzi gli importanti successi tesi al contrasto dell’immigrazione clandestina ottenuti dal Nucleo Speciale di Intervento della guardia Costiera Italiana. Attività di polizia che ha comportato elevatissimi rischi sulla sicurezza del personale. Indagini durate oltre 2 anni che ha portato a 16 arresti per traffico di esseri umani. Per non parlare del recente sequestro per favoreggiamento all’immigrazione clandestina della motonave Iuventa, battente bandiera olandese».

«I delegati nazionali della Guardia Costiera – continua Ciavarelli – possono accettare affermazioni qualunquistiche come quelle del senatore Romani che conclude pure con l’auspicio dell’assorbimento nella Marina Militare? Non siamo contrapposti alla Forza Armata ma complementari. Infatti svolgiamo solo marginalmente attività militari. Le nostre funzioni sono alle dipendenze principalmente del Ministero dei Trasporti per la sicurezza in mare e della Navigazione, del Ministro dell’ambiente per la tutela dell’ambiente marino e del Ministero delle politiche Agricole e Forestali per la tutela e salubrità di tutta la filiera del pescato. Oltre alle dipendenze da altri dicasteri come gli Interni. Tutto ciò solo con 11.000 uomini e donne. Possiamo sentire che la politica in senso lato sia lontano dai bisogni del personale? Perché non si continua a sollecitare il Governo ad un aumento solo annunciato di personale? Perché non si valorizza l’attività di Polizia Giudiziaria che il personale in silenzio svolge, riconoscendogli la qualifica di Ufficiale ed Agente di Pubblica sicurezza al fine di ottenere ulteriori successi? È vero che d’estate con un approccio vacanziero capita di esprimersi in modo stravagante ma abbiamo il dovere di chiedere rispetto nei confronti di tutto il personale che noi rappresentiamo compreso il Comandante Generale Ammiraglio Melone».

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