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Non poche sono le novità per le pensioni del personale dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Alcune le abbiamo pubblicate in anteprima e riguardano i decreti correttivi dello strumento militare, ovvero l’aspettativa riduzione quadri per sottufficiali ed ufficiali. Un importante novità è la richiesta da parte dei sindacati dei vigili del fuoco di un tavolo di ragionamento con Palazzo Chigi per bloccare l’adeguamento della speranza di vita, pari a quattro mesi ogni due anni, e rivedere le norme sulla previdenza integrativa.

Il segretario della Confals vigili del fuoco, Franco Giancarlo, evidenzia la necessità di forme pensionistiche complementari: “Tale richiesta è peraltro dettata dalla circostanza che i Vigili del fuoco rispetto a tutte le altre Forze del comparto sicurezza e difesa non usufruiscono dell’abbuono di un anno di servizio prestato ogni cinque, nonostante che tale categoria viva una condizione di usura molto più marcata rispetto a tutte le categorie del comparto. Infine, non va sottaciuta la problematica relativa al trattamento previdenziale del personale tecnico-amministrativo e tecnico-informatico, che ha subito delle pesantissime penalizzazioni rispetto ad analogo personale del comparto sicurezza e difesa”.

Per quanto riguarda invece l’adeguamento alla speranza di vita, il sindacato dei vigili del fuoco chiede “la non applicazione del meccanismo di adeguamento legato alla speranza di vita, sul limite previsto per la pensione di vecchiaia, considerato che nell’ipotesi, abbastanza plausibile, di una dilatazione di tale adeguamento sino a 30 mesi, si configurerebbe una permanenza in servizio anche sino a 65 anni, con il concreto rischio di inficiare la funzionalità del sistema e la efficienza di alcuni importanti servizi (ad esempio, controllo del territorio e ordine pubblico) che non possono essere svolti da ultrasessantenni”.

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