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La morte di Mario Simone, ex carabiniere 51enne originario di Andria, è avvolta nel mistero.Una vicenda colma di aspetti oscuri che ora la famiglia vuole chiarire appellandosi a gran voce alle istituzioni italiane. Le richieste dei famigliari sono due: riportare a casa la salma dal Brasile – luogo in cui il militare si era trasferito e dove ha trovato la morte – e fare chiarezza sulla tragedia.

Rapina o omicidio?

L’uomo, per diversi anni in servizio in provincia di Padova, aveva deciso di trasferirsi in Brasile circa 10 anni fa con il desiderio di iniziare una nuova vita al caldo e senza pensieri. Tutto è filato liscio fino al 17 novembre scorso quando è stato vittima di una sanguinosa rapina nella sua casa di Salvador de Bahia. L’ex militare in congedo è stato colpito da diversi colpi di arma da fuoco, si parla di almeno 5, e inoltre gli sono state amputate le dita della mani con un machete.

Una rapina andata o un omicidio male? Ciò che è certo che Mario Simone non era la prima volta che si trovava in una situazione del genere. L’anno scorso, come ha denunciato il fratello Cesare, anch’egli carabiniere a Prato, all’unità di crisi della Farnesina, l’ex militare aveva colto in csa un malvivente armato di pistola, pronto a ucciderlo per derubarlo. La famiglia ora chiede che sia fatta luce sulla morte di Mario.

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