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Dal  5 ottobre, un’aliquota di militari  appartenenti al contingente dell’operazione “Strade Sicure” già presenti in provincia, verrà impiegata in servizi di vigilanza fissa nei tribunali Civile e Penale e la Procura della Repubblica di Perugia, nonché presso la Procura della Repubblica di Spoleto.

La scelta, effettuata all’esito delle sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si sono svolte il 26 e il 27 settembre, è stata condivisa con il Ministero dell’Interno e, secondo le previsioni, consentirà di recuperare preziose risorse delle Forze di Polizia da impiegare nel controllo del territorio. Il presidio dell’Esercito, previsto dal lunedì al venerdì, avrà luogo, presso i soli Tribunali Civile e Penale, anche il sabato.

Non solo. Alla vigilanza esterna di polizia e carabinieri, a quella interna dei carabinieri nell’aula dibattimentale del tribunale penale, al neo giunto esercito, dal 2 ottobre il Tribunale di Perugia un servizio di vigilanza armata  da parte di guardie  giurate di un istituto incaricato. Risulta difficile capire in che modo saranno recuperate risorse tra le forze di polizia che, comunque, dovranno concorrere nella vigilanza. Più che un risparmio di risorse, un aggeavio di spese.

Una blindatura che, comunque, non risolverà il problema, che avrà costi notevoli e che probabilmente replicherà lo schema in altri Tribunali del Paese. Eppure il problema del “nessuno controlla nessuno” nei Tribunali è conosciuto da tempo e portato alla ribalta dei media dal “caciocavallo di Fabio e Mingo” di Striscia la Notizia “piazzato” all’interno dell’aula dibattimentale.  Nessuno, allora, gridò allo scandalo, il Bel Paese ricorre ai ripari soltanto il giorno dopo e con i militari.

 

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