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(di Giuseppe Lertora) – Gravi problemi si addensano sulla nostra Difesa, anche per l’imminenza della presentazione di tutta una serie di atti per l’approvazione da parte del prossimo Consiglio dei Ministri; decisioni assai importanti correlate a quel famoso o famigerato Libro Bianco che tutto il mondo ci invidia (si fa per dire…) per la sua inconsistenza concettuale e mancanza di una corretta vision sui problemi reali della Difesa e su una seria ed obiettiva riorganizzazione.

Servirà a qualcosa quel L.B. o è stato orchestrato per perdere tempo, per rinviare decisioni impopolari (come quelle annose sugli aerei Jsf o F-35) e con l’ambizione di accrescere la presenza ed il potere di “alcuni”?  Vero è che si è imbastito un Libro Bianco pieno di retorica, sciapo e frutto di palesi “copia-incolla”, privo di una seria analisi delle minacce future e che, per quanto riguarda il futuro dimensionamento del comparto, lo “pantografa” sperando di far cassa (per gli altri, beninteso…):  se, poi, lo si fa sulla pelle dei soldati costretti a dimissionarsi, poco importa.

Di certo nasconde, con una totale mancanza di trasparenza, alcuni aspetti insidiosi per la stessa struttura futura dello strumento militare, e anche per un’impronta che si rivela via, via, sempre più nepotistica; più che di un documento di largo respiro e vedute nel prossimo quindicennio, è del tutto miope, denso di insulsa retorica, di stereotipi e di frasi trite che denotano un mix di insipienza e superficialità. Servirà, tuttavia, a burocratizzare ulteriormente il comparto, renderlo ancor più verticistico nelle mani di un solo individuo, una sorta di “comandante supremo unico” che, a sua volta, per i benefici ottenuti e non per quelli della Difesa, ha promesso di portare avanti il L.B., costi quel che costi.

Di più; anche con l’accettazione di un processo di spinta “civilizzazione” vs militarità  per cui saranno regalati alcuni incarichi dirigenziali di vertice (come il Segretario Generale della Difesa…), sdoppiando funzioni importantissime (per esempio dal Direttore Nazionale degli Armamenti- DNA…) e ponendoli alle dipendenze confuse ed ibride fra la Ministra e/o lo stesso Capo di SMD. Al di là degli annunci di vuoti accorpamenti, che avranno comunque costi ulteriori non quantizzati, si spiana la strada ad una perniciosa “civilizzazione” con elementi che poco o nulla sanno di Difesa, (magistrati, professori o altri dirigenti…)  riducendo le altre Forze Armate a Componenti ancillari, una sorta di ispettorati di second’ordine, i cui Capi verranno a contare davvero ben poco e saranno privati delle risorse necessarie per adempiere ai loro compiti: i problemi veri – come lo scarso budget e lo striminzito Esercizio –  sono spesso ignorati, vuoi per motivi politici, vuoi per “comodità” o scarsa incisività dei Capi delle varie Componenti terrestri, marinare e aeree (chi si oppone a quel dictact è stato estromesso e rottamato, mentre gli altri, quelli ubbidienti, hanno avuto tutti, nonostante situazioni paradossali, una incredibile estensione del loro mandato, per un ulteriore anno…).  Possibile che  tutto questo passi inosservato e la gente, poco informata, faccia comunque spallucce, salvo poi pagarne il conto?

La Difesa e la Sicurezza dovrebbero occupare il primo posto in un Paese democratico; un patrimonio di ogni cittadino che deve  quotidianamente garantirgli la libertà e una più serena qualità della vita: spesso, invece, entrambe sono neglette, salvo riscoprirle soltanto quando scoppiano le emergenze o le calamità, e speriamo mai le guerre. Per sopperire alla scarsa considerazione di quel comparto, i decreti legge estemporanei in sede di approvazione sono inconsistenti quanto perniciosi, come quelli pregressi che quasi sempre prefiguravano una messianica ristrutturazione (cioè riduzioni di soldi e maggiore flessibilità…), mentre bisognerebbe avere una diversa coscienza nazionale, un po’ di buon senso ed un poco di cultura militare per rendersi conto che le FF.AA  con tali provvedimenti saranno ancor più confuse e fraintese, mentre diventeranno sempre più la “cenerentola” della Pubblica Amministrazione, allo stato vegetale di sopravvivenza: emblematico è il Bilancio assegnato alla Difesa che è il più striminzito dei paesi occidentali.

Il budget reale assegnato specificatamente alla Funzione Difesa, depurato cioè della quota parte delle assegnazioni ai Carabinieri  e per funzioni esterne, continua a scendere inesorabilmente nonostante i proclami politici; siamo scesi sotto lo 0,8% del PIL: un nuovo record negativo che non è quell’auspicato 1,15% dichiarato dalla Ministra di recente a “Porta a porta”, e ben lontano da quello degli altri Paesi occidentali dell’ordine dell’1,5-2%, per tacere di quel 2% minimo invocato dal Presidente Trump per poter stare nel club della NATO. Forse può bastare, se non mandiamo più i nostri a fare operazioni reali con gli Alleati e ci limitiamo a quell’ impiego sempre più massiccio, e assai poco rispondente ai veri compiti del militare, impiegati nelle “sempiterne” emergenze  (non solo per le imprevedibili calamità, ovviamente…) di ordine pubblico, di protezione civile, di sicurezza nelle strade, di sorveglianza nei CIE ed ai bidoni della rumenta.  Ma sono davvero questi i compiti del militare? Se fossimo in altri Paesi non ci capirebbero perché certe disfunzioni della pubblica amministrazione non possono – se non per tamponare vere emergenze – vedere impegnati ingenti numeri di soldati: ma siamo in Italia, dove ad ogni piè sospinto basta chiedere al Governo, cioè la Difesa, affinchè si faccia carico del problema.

Come se esistesse ancora la leva, sospesa dal 2005, che consentiva di mandare le masse anche per impieghi poco professionali: forse ci dimentichiamo, ed i politici sono i primi a farlo, che i nostri soldati sono dei professionisti per la Difesa e Sicurezza ed è davvero scorretto e fuorviante impiegarli con criteri assurdi. Ma alla pubblica opinione forse basta questo; mandare i soldati dovunque, tanto i militari servono a poco, a spalare, a far la guardia al bidone, a guardare le strade, senza capire che ci facciamo male tutti, e molto.  Anziché preoccuparci dello stato di inefficienza dei mezzi, delle mancate manutenzioni e dello scarso addestramento dei ranghi, sempre più danneggiati da un irrisorio stanziamento per l’Esercizio, noi ci preoccupiamo di fare un bel L.B.

Bastano alcuni dati per rabbrividire: nel 2008 l’Esercizio, cioè il normale e quotidiano funzionamento, richiedeva circa 2,5 miliardi di euro, mentre oggi per il 2017 c’è stato un tonfo di oltre il 60%, disponendo di solo 1,1 miliardi di euro per quel settore. Per contro si continua a pensare a mezzi nuovi, anche per non inimicarsi l’industria (è più facile tagliare sull’esercizio, all’interno delle FFAA…); beninteso, è sacrosanto dotare i soldati di mezzi moderni sempre più performanti ed allo stato dell’arte: ma se poi mancano… la benzina ed i piloti, è come buttare i quattrini.
Con un bilancio in caduta e la qualità della spesa spesso opinabile, quali magie avrà il Libro Bianco  per ripristinare il giusto livello ed equilibrio dello strumento militare, se non quella di allontanarsi ancora da quel paradigma del 50-25-25 , ripartizione del budget fra personale-esercizio e ammodernamenti, di cui alla Legge 244/212 che porterà (mah?) la Difesa a quota 150000, con la forzata fuoriuscita di 50000 dipendenti, e con un pauroso invecchiamento dei ranghi restanti?

E, dopo questo, aspettiamoci con una nuova mossa creativa, un successivo Libro Bianco-bis  in cui si re-interverrà per riaffrontare i problemi del mondo con le stellette adducendo alla sempre attuale – politicamente parlando – necessità di razionalizzazione, cioè alla reale ulteriore riduzione delle FFAA, per conseguire stavolta sì maggiore “flessibilità e snellezza” nell’ottica stereotipata dei principi di E-cubo “Efficienze-Efficacia-Economicità” perché vanno sempre bene e fanno colpo: il risultato finale sarà, more solito, che da quella ristrutturazione ne scaturiranno solo benefici di bottega per alcuni, e qualche ritorno mediatico per aver smosso la Difesa che, povera, pagherà sulla propria pelle quelle modifiche senza vedere uno spicciolo di quei prefigurati risparmi così tanto sbandierati per promuovere quell’ulteriore tomo.
Nulla di nuovo sotto il sole!
Ma ora vediamo più da vicino i riflessi del L.B. e dei provvedimenti discendenti dagli elaborati del L.B. di cui alle varianti agli artt.7,8 e 9  dell’attuale Codice dell’Ordinamento Militare vigente nonché della eventuale luce verde per i successivi, che il Consiglio dei Ministri potrebbe assumere, nello stantio presupposto  e  vuota motivazione  per il “nuovo assetto delle funzioni strategico-militari, per conseguire una maggiore efficacia, efficienza ed economicità – il noto E cubo – e per una migliore azione amministrativa…” che in pratica si rinnova, ripetendosi, a cappello di ogni articolo.

In primis stride l’attribuzione del dominio unico e completo del Capo della Difesa sia sotto il profilo operativo che dell’area tecnico-amministrativa, e che presiederà tutte le commissioni di avanzamento da generali di brigata in su: una sorta di rinascita del “Generalissimo” comandante unico e supremo di nefanda memoria storica (il pensiero va a Caporetto e al generale Cadorna,  e Badoglio…) che farà la Difesa secondo le esclusive sue visioni: dovrebbe far riflettere; in seconda istanza ad un’azione del tutto contrapposta che invece di accorpare, disaccoppia: la creazione di una nuova figura di Vertice – come non ce ne fossero a sufficienza- del Segretario Generale della Difesa scorporandolo da quello ora esistente del DNA, direttore generale degli armamenti, scelto non più fra i generali a tre stelle, ma fra i civili (magistrati, professori, dirigenti o altri onorevoli…), con alchimie nelle dipendenze fra la ministra ed il Capo della Difesa (da cui dipenderà direttamente il DNA titolare delle attività contrattuali, di procurement di tutta la Difesa, quindi con un potere economico-industriale imponente…); il terzo aspetto che, oltre ai vari accorpamenti di funzioni nella logistica e nella formazione, che appaiono assai opinabili e confusionari, merita una riflessione è il futuro ruolo dei Capi delle singole FFAA ridotti a compiti di meri “service provider” senza portafoglio e, in pratica, senza alcun peso se non quello di Ispettori che non comandano più!
Molti sarebbero ancora i punti da sollevare su diversi aspetti in via di implementazione per quelle varianti infelici al predetto Codice (Legge 15 marzo 2010, n.66) e che lasceranno mano libera, in futuro, al Capo di SMD; ora è il caso di limitarci a porre alcune domande che nella sede del Consiglio dei Ministri, qualche gentiluomo potrebbe porre prima di approvare quelle insane modifiche:

  • Innanzitutto bisognerebbe che qualcuno spiegasse “l’origine del problema”; cioè quali sono i problemi veri che hanno dato origine ad un progetto come il L.B., quando finora non si smette mai di autocelebrarsi e tutto sommato abbiamo, con la Difesa attuale, fatto fronte a aree e situazioni di crisi e dato un valido contributo alle Alleanze, quando richiesto. Cioè, dove sta la necessità di creare un nuovo modello, quando addirittura non siamo ancora a regime con la Legge Di Paola, vecchia di soli 4 anni?
  • la creazione della nuova figura di Vertice di Segretario Generale della Difesa, sdoppiandola da quella di DNA, direttore nazionale degli armamenti, è incomprensibile quanto dannosa e serve solo a iper- burocratizzare le procedure, con dipendenze diverse e concettualmente errate. Creare una figura ulteriore di Vertice, civile, sicuramente destinatario di pre-bende elevatissime in un momento di spending review, che non ha nulla di militare e di cui non sa nulla, se non per aver letto qualcosa, è incomprensibile: vedremo se “a pensare male si fa solo peccato…”, e quindi se quella mossa è tipicamente nepotistica ed è appannaggio di qualche esperto civile dell’entourage della Ministra (da Recchia a Nones….). Vedremo fra breve chi avrà vinto la bambolina di circa 500000 euro annui. Il cittadino ignaro ringrazia ed il nominato pure; un po’ meno quei generali a tre stelle che aspiravano, dopo una vita nelle FFAA, a tale posizione. Quali i lati positivi di questa incoerente scelta organizzativa?
  • la delega al Governo di adottare entro 12 mesi più decreti legislativi per la revisione del Modello operativo, secondo alcune indicazioni di larga massima, lascia pieno campo al Capo della Difesa non solo per tagliare la piramide gerarchica, ma per le alte promozioni, indicando la priorità di una “ personale direzione unitaria”    e di una valorizzazione kafkiana dei Capi delle altre FFAA. Anche qui forse paga, per fare una perniciosa “interforizzazione” il fatto di essere allineati e coperti con i voleri, il mandato ed i dettami del L.B.                         Ci si chiede: non è che quei 12 mesi di scadenza per portare a termine le desiderata del L.B. con annessi e connessi, abbia fatto estendere –eccezionalmente- il mandato dei Capi (Difesa, Esercito e Carabinieri), guarda caso di un anno, quando proprio questo Governo ha fatto suo il vangelo della rottamazione per cui nessuno dei Capi nell’ultimo lustro ha mai avuto alcuna extension, anche se notoriamente di grande valore e leadership? Come si spiega questa inversione di tendenza e la stessa estensione dei Capi?
  • per gli ovvi riflessi sul personale, sull’esodo forzoso di 50000 persone da ora ritenute “superflue” di servire la Patria, “non più buone per “il Re e neppure per le Regina…” e che non riescono a spiegare alle famiglie quell’allontanamento coatto, ma neppure nei confronti di coloro – maggiormente i Volontari di Truppa- che saranno destinatari di un precariato, con contratti a tempo determinato e poi lasciati sulla strada a 30-35 anni, c’è stato un dibattito con le Rappresentanze Militari del COCER e dei corrispondenti sindacati per il licenziamento dei 10000 civili? Oppure non si è ascoltato nessuno?
  • perché non si chiede, tutelando l’anonimato, all’interno delle FFAA qual è il livello e la percezione di soddisfazione per questa nuova riorganizzazione, non limitandosi a riscontrare interviste sui “social” con risposte di pacifinti e anti-militari, come già sperimentato?

Basterebbe leggere alcuni articoli sull’argomento (pochi per la verità); i più recenti sono comunque illuminanti: ..”Le mani di magistrati e Pd sul direttore degli armamenti” da Il Giornale dell’8 febbraio; al sito http://flpdifesa.org per avere qualche voce critica e fuori dal coro. Che fare dunque?
Sarebbe opportuna una coscienziosa e meno soggettiva revisione, con una Commissione di  competenti ed onesti, che siano in grado di fare un disegno organico e serio della Difesa, con i relativi costi, e presentarlo al Parlamento, magari senza copiare da altri, ed escludendo gli artefici del L.B. ( che non ha interessato i militari, né i Capi delle FFAA, ma solo alcuni privilegiati dell’intellighenzia, si fa per dire, ed altri omnipresenti… omnipotenti…): ed ora, nell’imminenza delle decisioni, ci si augura che i vari Ministri partecipanti non prendano per oro colato le pseudo-indicazioni fornite dal Consiglio Supremo della Difesa dove non solo non c’è stato contraddittorio, ma semmai conflitto di interessi visto che le comparse in gioco sono sempre le stesse che hanno voluto e messo mano a questo L.B. che, se avrà luce verde, saranno affari acidi per tutti. (Libero Reporter)

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