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ECCO I NUOVI PROTOTIPI MILITARI IN COSTRUZIONE

«Il prototipo è già stato sviluppato, a breve
cominciamo la costruzione, sarà pronto per l’inizio del prossimo anno» rivela
Diego Michele Deprati.  

Manager di lungo corso già a Mondomarine, Deprati è
oggi l’ad della nascente Baglietto Navy, la divisione con la quale il marchio
del Gabbiano vuole ritornare nel settore militare, comparto che appartiene alla
sua storia (basti ricordare i Mas) e dal quale il cantiere manca da almeno una
decina d’anni, fatta eccezione per un modello di motovedetta per la Guardia di
Finanza realizzato nel 2009, ma su disegno Intermarine. 
        L’unità multifunzionale Ffc15 
Fast Fight Combact  

Il progetto della ripartenza è un “Fast fight
combact” di 15 metri (Ffc15), in lega leggera. «Uno scafo multifunzionale, una
piattaforma che può essere pattugliatore, porta-droni, ma anche ambulanza,
anti-incendio e unità per la protezione civile», spiega. Propulsione a
idrogetto (fino a 45 nodi di velocità) o a elica (38 nodi), l’80% della
struttura base e il restante modificabile a seconda della versione scelta,
trattative in corso per commesse con Colombia, Paraguay, Ecuador. La divisione
avrà nuove risorse, addetti, ufficio tecnico interno autonomo. 

In portafogli anche due linee di pattugliatori
classici, da 25-30 metri in vetroresina su scafo Cerri e da 35 metri in
alluminio, scafo Baglietto, già in uso alla Finanza e Guardia Costiera. «Il
prototipo dell’Ffc15 entra a giugno in costruzione a Carrara, sugli scali
Cerri. Stiamo nel frattempo cercando nuove aree alla Spezia per la produzione
in serie». 
Gavio Nautica  

Vale la pena, a questo punto, di allargare lo
sguardo sull’intero gruppo Gavio Nautica, che fa capo a Beniamino Gavio.
Quattro marchi, a cominciare da Baglietto (Umberto Tosoni il nuovo ad). Il
Gabbiano ha di recente varato il secondo 46 metri della linea dislocante
disegnata da Francesco Paszkowski (la gamma vede il restyling del 43, un 55, un
58 e un 62 metri) e si prepara a mettere in mare il primo 43 metri Fast, la
linea planante che si completerà con un 46 e un 36 metri; in costruzione anche
l’MV 19, il motoscafo che rivisita il Mas (segue a un 13 metri), e nel libro
dei sogni una vela.  
Attesa anche per Bertram, appena acquisito da
Ferretti, per il quale è stata costituita una società di diritto americano e
che potrebbe ricominciare dal “Moppie”, barca cult degli Anni Sessanta.
Vallicelli & Spadolini  

Le altre novità sono targate Cerri. «Ripartiamo dal
restyling della linea Fly, scafi veloci in vetroresina, con l’86 e il 102 piedi
rivisti sia negli interni sia all’esterno e da due nuovi progetti di barche “su
misura” dislocanti, un explorer vessel e una navetta – spiega ancora Depetri,
che è anche l’ad del marchio che fu di Carlo Cerri -. Attualmente abbiamo in
costruzione un 102 piedi, stiamo finalizzando il contratto per un altro 102 e
realizzeremo un 86. L’obiettivo è di costruire due-tre barche l’anno, cui
aggiungere a regime una-due imbarcazioni dislocanti».  

L’explorer vessel è disegnato da Andrea Vallicelli
(il papà di Azzurra, ndr) ed è una “Jeep del mare”di 30 e 35 metri in acciaio e
alluminio. La navetta è un “Piccolo superyacht” progettato da Tommaso Spadolini
(sua Fortuna, la barca del re di Spagna, ndr), stessi materiali, di 24 e 35
metri , fra due settimane il via alla prima costruzione. È previsto un sistema
di motorizzazione ibrido, per tutti i modelli, che – dice Depetri – «garantisce
una velocità di 6-7 nodi con i soli gruppi elettrogeni». In arrivo anche nuove
aree produttive nei dintorni di Carrara (per gli scafi di 35 metri), sinergie
con Baglietto e una rivoluzione nelle strategie commerciali, con nuovi agenti
per portare il marchio sui mercati americano e russo.

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