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Parla il Comandante protagonista anche nel naufragio della Costa Concordia, questa volta su un’altra tragedia, la Moby Prince. 

I primi soccorsi furono tempestivi, quella notte del 10 aprile del 1991, ma non per salvare i passeggeri del traghetto del Moby Prince che il fuoco stava divorando, ma per raggiungere la petroliera Agip Abruzzo. Fu un intervento «volontario» e privato con lo scopo di trarne un profitto. Così trascorsero più di sei ore prima che si organizzasse un effettivo coordinamento di soccorsi per salvare i passeggeri e l’equipaggio del Moby Prince.

“Se gli sforzi fossero stati organizzati con metodo (…) il Moby sarebbe stato individuato molto prima e dunque si sarebbe potuti intervenire molto più efficacemente » inoltre confermano come per primi « salparono rimorchiatori privati per raggiungere l’Abruzzo » configurandosi come « intervento egoistico, lucrativo ».”

Sono queste le parole del Comandante alla Commissione parlamentare di inchiesta del Senato, raccontando le omissioni dei vertici del comando di Livorno la sera del disastro, il 10 aprile 1991, quando morirono 140 persone a bordo di un traghetto.

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