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Nella notte tra il 29 ed il 30 settembre, in località Felegara, territorio del comune di Medesano, provincia di Parma, la Polizia Municipale sta eseguendo un posto di controllo. Mentre il comandante da il via libera ad un mezzo appena controllato, sopraggiunge un veicolo che investe l’ufficiale schiacciandolo tra lui e quello in partenza. Immediatamente soccorso e fin da subito in condizioni critiche, il comandante spira in ospedale poco dopo la Mezzanotte. 

Dopo Luigi Vicari, miracolosamente sopravvissuto ad un’aggressione che lo lascerà segnato per sempre nel fisico e nella mente, oggi piangiamo un collega per il quale il miracolo non si è ripetuto. Come Sara Gambaro, come Luigi Ancora, Mauro Dodi è deceduto mentre prestava soccorso a persone coinvolte in incidenti stradali. Come Nicoletta Missiroli e Pietro Pezzi, agenti della Polizia di Stato morti a Ravenna sabato 16 settembre durante un intervento in sirena culminato con un tragico schianto, la strada si è di nuovo rivelata la peggior nemica delle divise, e gli incidenti stradali rimangono la prima causa di morte tra le Forze di Polizia. Quanto nuovamente accaduto non può che farci riflettere, soprattutto alla luce delle recenti disposizioni del Ministero dell’Interno, che ci vorrebbe vedere impegnati 24 ore su 24 nella gestione degli incidenti ed in generale della sicurezza stradale nei centri abitati. Rilevare un sinistro o controllare dei veicolo sono, da sempre, operazioni ad alto rischio: per farlo in sicurezza occorrono il giusto numero di uomini e soprattutto il giusto numero di mezzi, in quanto almeno una pattuglia per lato, presegnalata e con lampeggianti accesi, a chiudere l’area e proteggere chi vi lavora all’interno, è necessaria. Questo significa che un turno di servizio, con anche il solo obiettivo di rilevare eventuali sinistri od effettuare controlli, deve essere svolto da almeno 4 persone e con la disponibilità di due veicoli, meglio sarebbe 3 – due ai lati uno al centro per usarlo come base a scrivere – e che qualsiasi soluzione alternativa, da una reperibilità al cellulare fino ad uno-due operatori in attesa di chiamata in ufficio e con disponibile forse una punto  a metano o una panda il cui unico allestimento sono i lampeggianti ed una sirena magari – sappiate che è irregolare – a bassa potenza “per non disturbare i cittadini se usata”, non è contemplabile.  Troviamo inutile sottolineare che per effettuare tali attività è necessario che gli operatori siano armati e dotati di strumenti di difesa attiva – spray e bastoni distanziatori- e passiva – giubbotti antiproiettile ed antitaglio -.

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Rilievo di incidente: sulle sfondo vediamo l’auto  a protezione degli operatori.

Se il Ministero ritiene che la Polizia Locale debba operare nelle 24 ore, è necessario che imponga alle amministrazioni di dotare gli agenti del numero, delle dotazioni e dei dispositivi di protezione necessari a svolgere in sicurezza un così delicato servizio. Di più, è necessario che imponga al governo di equiparare lo status degli agenti delle Guardie Cittadine a quello delle Forze Statali, perchè, è brutto, ma necessario, dirlo in questo momento, ricordiamo che le famiglie dei caduti in incidente stradale a Ravenna e la famiglia del comandante Dodi avranno due trattamenti diversi in base il diverso inquadramento contrattuale dei loro cari, purtroppo deceduti in contesti estremamente simili e nel medesimo servizio di prestare un servizio alla collettività e a cittadini in difficoltà o pericolo. 

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Il Comandante Mauro Dodi.

Nel ricordare i caduti di tutte le Forze di Polizia, A me le Guardie chiede al Governo di intervenire, immediatamente, prima di fine legislatura e con un interesse dovuto a motivi più nobili di mera propaganda elettorale, nelle condizioni di lavoro di tutte le Forze di Polizia ed in particolare della Polizia Locale, alla quale è stato appena chiesto un rinnovato impegno, ma nessun passo avanti è stato fatto nel suo status, nella sua posizione contrattuale, nella dotazione strumentale degli agenti, nella loro formazione e nella dotazione organica dei comandi, passo che verrà fatto in modo uniforme in tutto il paese solo quando sarà imposto da una legge statale.

A ME LE GUARDIE CHIEDE INOLTRE, A TUTTI I COLLEGHI DI TUTTI I COMANDI, IN PARTICOLARE QUELLI IMPEGNATI IN ATTIVITA’ AD ALTA RISONANZA PUBBLICA – CI VIENE IN MENTE LA VISITA DEL SANTO PADRE A BOLOGNA IN PROGRAMMA DOMANI- DI PORTARE UNA COCCARDA NERA ALLA DIVISA IN ONORE E RICORDO DI MAURO.

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                                                                             La divisa con la coccarda nera

Onore a Mauro Dodi ed alle Guardie Cittadine cadute in difesa di uno Stato che dimostra sempre di più di ignorarle, se non di disprezzarle ed ostracizzarle. (A Me La Guardie)

NB: articolo modificato in quanto la dinamica della morte del comandante Dodi, contrariamente a quanto dichiarato dalla stampa, non è su incidente stradale,ma su posto di controllo, come riferito ad A me le Guardie dagli agenti del comando di Medesano.

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