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Agli Ufficiali delle F.A. l’indennità supplementare della Cassa Previdenziale é erogata allo scadere del quarto anno dalla data di cessazione dal servizio permanente effettivo (D. Lgs. 66/2010, art. 1914 comma 4), con le relative deroghe previste dal D.M. 24 settembre 2012, art.1 comma 1, come di seguito riportato:

Ufficiali Esercito e Carabinieri, allo scadere del 2° anno dalla cessazione dal servizio effettivo;

Ufficiali Marina Militare, allo scadere del 2° anno dalla cessazione dal servizio effettivo il 50% dell’ammontare previsto e il restante 50% allo scadere del 3° anno.

Ai Sottufficiali delle F.A. e agli Appuntati e Carabinieri dell’Arma l’indennità è erogata in unica soluzione entro 120 giorni dal collocamento in congedo.

Questa la tempistica riportata dal Ministero Difesa che, purtroppo, da più di qualche mese, non corrisponde alla realtà. Sono molti i misteri, o presunti tali, che si celano dietro il mancato pagamento. Quello che maggiormente preoccupa è il cosiddetto default della cassa, argomento più volte trascinato sul web ed anche in parlamento, alle cui istanze ha risposto il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, “la gestione dei fondi della Cassa è al momento in equilibrio finanziario e che allo stato non vi sono criticità, anche se non si esclude che potrebbero prodursene per effetto della riduzione del personale fissata come obiettivo dalla legge n. 244 del 2012.” Insomma tutto al momento funziona, ma la paura c’è.

Nella stessa circostanza “l’on Paolo BOLOGNESI (PD) ha sottolineato l’opportunità di acquisire informazioni sulla gestione dei fondi della Cassa ed ha chiesto che una volta formalizzata la sua nomina a Presidente della Cassa, la Commissione svolga l’audizione del generale Del Casale. La deputata Basilio (M5S) si è associata alla richiesta di Bolognesi rilevando come sia diffuso il timore di un possibile dissesto dei conti per più di uno dei fondi amministrati dall’ente: timore acuito dalla Corte dei conti, che ha evidenziato criticità sotto il profilo della gestione finanziaria dei fondi. In sede di parere sulla nomina in Commissione Difesa della Camera”.

Anche la Corte dei Conti si è occupata dei conti della Cassa. Nella relazione sull’esercizio finanziario 2013-2014 della Cassa previdenziale delle Forze armate pubblicata a dicembre 2015 , i magistrati contabili hanno messo in evidenza l’andamento negativo della gestione del Fondo degli Ufficiali dell’Aeronautica Militare, segnalando tra l’altro come “indice di illiquidità importante richiede l’adozione di piani di intervento di riequilibrio economico e finanziario”. Il sistema previdenziale delle Forze Armate, si legge nella relazione, è attualmente insostenibile perché le previsioni fatte in passato sui contributi versati dagli iscritti e le indennità percepite non sono più idonee a “mantenere l’equilibrio finanziario delle Casse”.

Timori rafforzati da un Presidente della Cassa, il il Gen. C.A. Massimiliano Del Casale, prima dimesso e poi riconfermato dalle Commissioni Difesa del Parlamento, una manovra secondo alcuni, utile per rallentare i tempi di erogazione, atteso che la spiegazione ufficiale per il mancato pagamento è appunto l’assenza di un Presidente che firmi.

Il rischio default è associato non solo alla penuria di giovani che dovrebbero pagare per i molti “anziani” delle Forze Armate, ma anche da un Bando di gara che affida 6 fondi su 7 alla gestione di Banca Marche, la cui mancanza di solidità è ben nota a tutti, tanto che Ubi Banca ha sottoscritto il contratto di compravendita per l’acquisto del 100% del capitale di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti il 18 gennaio 2018.

Quindi un Presidente Assente (dimesso, riconfermato ma non ancora ufficializzato), una Banca con problemi di liquidità e soprattutto il silenzio delle Istituzioni non fa altro che acuire i timori e cristallizzare dietrologie e molti sottufficiali, in attesa dell’indennità, hanno intrapreso il cammino della battaglia legale per tutelare i propri interessi nel silenzio delle Istituzioni. La Ministra della Difesa, intanto appare fiduciosa.

“La Presidenza del Consiglio su nostro sollecito si è già attivata per sottoporre la nomina del Presidente dell’Ente, il Gen. C.A. Massimiliano Del Casale, alla Corte dei Conti e contiamo di avere il visto nei prossimi giorni. Nel frattempo l’Ufficio di Gestione della Cassa ha assicurato il massimo impegno nel garantire la pronta liquidazione delle indennità maturate. Il personale militare sa che le attività della Cassa di Previdenza sono strettamente connesse alla nomina del CDA e del Presidente dell’Ente, un iter burocratico lungo e complesso che, tra l’altro, richiede l’intervento di attori esterni al Ministero. Una volta ottenuto il visto della Corte di Conti sulla nomina del Presidente, sarà consequenziale la liquidazione delle Indennità Supplementari dovute a quasi 2500 Ufficiali, Sottufficiali, Appuntati e Carabinieri che sono andati in congedo nell’ultimo periodo”.

 

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